Leadership e Management

Oggi ho assistito ad una riunione ad alti livelli, a chiusura di un progetto importante.

Ho ascoltato quello che il Direttore Generale e la sua squadra dicevano, e ho avvertito un senso di inadeguatezza misto a sconforto.

Sarà stata la stanchezza da “volata finale”, saranno state le poche ore di sonno della notte precedente, saranno i dubbi e le riflessioni che continuo a farmi da un mese a questa parte, … fatto sta che – ascoltando – mi sono detta: “Io non ci riuscirò mai! Io non riuscirò mai ad essere come loro!”.

Ossia: “Non crescerò mai professionalmente, non ho le qualità e le capacità per arrivare a ricoprire ruoli via-via sempre più importanti…” e via così, in un crescendo di riflessioni non proprio funzionali.

Non è la prima volta e non sarà – temo – neanche l’ultima.

Andando a casa ho iniziato a riflettere…

Un mese fa, precisamente il 29 settembre, partivo per Livorno per quattro giorni di training. Quattro giorni che mi hanno rovesciato come un calzino.

La prima giornata è stata quella che mi ha evidenziato un concetto importante, che oggi è riemerso sulla strada verso casa.

Essere leader ma comportarsi da manager.

Essere creativi ma operare secondo schemi fortemente codificati.

Praticamente un processo di limitazione delle proprie capacità e della propria natura.

Essere manager mi è un concetto abbastanza chiaro: gestire processi, pianificare, controllare, “schedulare”… Costruire e muoversi secondo griglie ben prestabilite.

Essere leader…per me è un concetto più difficile da definire e – soprattutto – da afferrare.

La domanda che alcuni di quelli che si occupano di Leadership si pongono è: leader si nasce o si diventa? Forse leader si nasce: non si può imparare ad ispirare persone, non si può imparare ad essere creativi, non si può imparare a navigare nel caos, veleggiando agevolmente… Forse puoi implementare queste capacità, ma qualcosa deve già esserci nel DNA.

Il manager non è un tuttologo, ma si muove bene nella programmazione.

Il leader cosa sa fare? Può un leader essere indefinito nelle sue capacità pratiche, esercitando comunque un ascendente su chi gli sta vicino, motivando, ispirando e trascinando persone?

Un creativo può essere indefinito nelle sue capacità, può avere una professionalità “ibrida” (termine che fa venire l’orticaria ad alcune persone che conosco)? E può comunque influenzare la realtà che lo circonda semplicemente essendo se stesso?

Sono concetti che faccio molta fatica a comprendere e focalizzare. Forse perché cerco di razionalizzare e “logicizzare” qualcosa che – per sua natura – non può essere razionalizzato e sottoposto a valutazione logica.

Forse tanti anni nel mondo della ingegneria hanno plasmato il mio modo di ragionare in una precisa direzione.

Forse è per questo che dopo una giornata come quella di oggi, torno a casa con ricordi di un mese fa e un vago senso di impotenza nel non riuscire ad afferrare a fondo dei concetti.

Forse perché cerco di comprendere qualcosa con degli strumenti inadatti.

Come se volessi cercare di risolvere un problema con lo stesso metodo con il quale è stato creato (parafrasando Einstein).

Per comprendere un concetto così lontano dal management, come è la leadership, devo pensare in modo creativo, devo cambiare modo di pensare.

O forse devo semplicemente fidarmi del mio istinto e del mio intuito. Ossia ciò che è più lontano possibile dalla logica e dalla razionalità.

Sono pensieri che si rincorrono ed emergono a ruota libera, in ordine assolutamente sparso… e che non mi lasceranno tanto facilmente…

Pensieri e riflessioni che scaturiscono osservando ciò che mi circonda, ciò che vivo e sperimento, frequentando ambienti fortemente organizzati e vivendo in una società sempre più fluida, che richiede sempre maggiore competenza ma anche sempre maggiore flessibilità.

E competenza e flessibilità sono altri due concetti per me diametralmente opposti, che non riesco a legare tra loro con un filo rosso…

7 pensieri su “Leadership e Management

  1. Cara Barbara, parto dal presupposto che inanzitutto si e’ leader di se stessi prima che per gli altri. Penso che ognuno di noi abbia nel dna, la concentrazione di capacita’ necessaria a sviluppare influenza o attrazione verso se. Mentre leggevo mi immaginavo i leader descritti come persone capaci di spiegare e di affascinare ma nel contempo anche insicure di se. Forse e’ la mia immaginazione o forse la realta’. Una cosa e’ certa, abbiamo una visione di noi stessi e degli altri che viene molto spesso sminuita o ingrandita, cosi’ certe mete ci sembrano irraggiungibili perche’ ci sentiamo inadeguati o non all’altezza.
    Con stima.

    Roberto

  2. Si scrivono dei libri sulla leadership, ci sono cattedre ad Harvard e presso tutte le business school, ma in verità della leadership si é capito davvero poco…
    L’unica cosa che sembra emergere é abbastanza preoccupante: avere vissuto esperienze difficili nell’infanzia (e averle superate) aiuta a diventare leader (vedi i bambini costretti a lasciare la famiglia come Napoleone, Del Vecchio, ecc.).
    Ti assicuro che anche i leader hanno “il complesso dell’impostore”: sanno meglio di chiunque altro quali sono le loro magagne e che forse non meriterebbero di essere ai posti di responsabilità che hanno raggiunto (tutti abbiamo dei difetti, ma questo non ci impedisce di fare qualcosa di buono, quindi perché crucciarci ? ) .
    E poi essere leader vuole dire spesso essere soli (come dicono, “it’s lonely at the top”).
    E allora mi chiedo: meglio essere leader o essere felici ? Per essere felici non occorre fare grandi cose, ma fare le cose che contano e che i nostri vecchi ci hanno insegnato, distillando la saggezza di generazioni.
    Quando avrai smaltito l’influenza da calo di stress (a me veniva sempre), fatto qualche bella passeggiata all’aria aperta e passato del tempo con le persone a te care, potrai riflettere anche sul lavoro ben fatto sul progetto che hai appena completato e capire che anche questo può dare la felicità.
    Se vieni a mangiare un panino parliamo di leadership (non l’avevo mai fatto prima, hai degli interessi strani !).
    Un caro saluto e un bacio
    Domenico

  3. Carissima Barbara,

    ottime riflessioni e domande che anche io spesso mi pongo. Personalmente posso dirti che Leader si può anche diventare non solo nascere. E’ un mio parere assolutamente personale, ma è una affermazione che faccio con molta convinzione.

    Splendido post!
    Riccardo

  4. Leader e manager spesso coabitano nella stessa persona: bisogna lasciare ad ambedue il giusto spazio e farli esprimere in base alle esigenze.
    Più leader o più manager? lo si scopre solo vivendo i propi talenti.
    Un abbraccio, Fausto.

  5. Buonasera e grazie a tutti voi per la visita e per avere condiviso le vostre riflessioni, che mi stanno facendo ulteriormente riflettere (perdonate la ripetizione).
    Rifletto sul fatto che leader si possa anche diventare… Non lo so. Può essere che io abbia una convinzione limitante sul fatto che leader si nasce e questo frena il mio percorso di progressione. Continuo a pensare che almeno qualcosa di base ci sia nell’individuo per consentirgli di sviluppare doti di leadership…
    E/o forse, come dice Domenico, “servono” esperienze di vita per sviluppare doti e capacità di leadership nella persona… E’ vero, non esistono libri in grado di spiegare step-by-step come si diventa leader: i libri che ho letto ad oggi, tentanto di spiegare ed individuare caratteristiche distintive, ma penso che la leadership sia una caratteristica talmente personale, che risulta diversa da individuo-a-individuo.
    Ed essere leader di se stessi, come dice Roberto, non è semplice: devi sviluppare una forza di carattere ed una congruenza tali da risultare impermeabile a sollecitazioni esterne. Cosa non da poco…
    Come cosa non da poco è riconoscere i propri talenti, a volte seppelliti sotto sovrastrutture indotte da eventi esterni e/o da altri. Riuscire a “fermare le macchine” per ascoltare e ascoltarsi sulle proprie doti ed i propri talenti, a volte è piuttosto complesso.

    Grazie a tutti!

    PS: ebbene si Domenico, ho interessi strani… 🙂

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