Creatività alla Fondazione Corriere della Sera

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Questa sera ho assistito alla mini conferenza sulla Creatività organizzata dalla Fondazione del Corriere della Sera.
È la prima di un ciclo di tre conferenze raccolta sotto il titolo “Cultura e sviluppo nel mondo che cambia”: le altre due verteranno sulla Conoscenza (il 26 febbraio) e l’Innovazione (il 5 marzo).

Stasera la trasversalità e l’interdisciplinarietà sono stati il filo conduttore: cultura, neurologia innestate sulla creatività.

I relatori sono stati tre personaggi di altissimo spessore: Annamaria Testa, Leonardo Fogassi e Pierluigi Sacco.
Nell’ordine: una esperta di comunicazione, un neuroscienziato ed un esperto di Economia della Cultura.

L’occasione è stata quella anche di presentare la mostra “Benzine” aperta ieri alla Triennale, che resterà aperta fino al 24 marzo.

E stata una eccellente occasione per ascoltare riflessioni e ragionamenti, progetti e call-to-action, espresse con linguaggio elegante, sofisticato, pacato e comprensibile.
Una vera e propria occasione per somministrarsi un balsamo per l’anima, ed un energizzante per i neuroni.

Mi ha fatto pensare, mi ha fatto riflettere e – paradossalmente per me – mi ha fatto sentire anche cittadina del mondo.
Non c’è alcuna spiegazione logica e comprensibile in questa ultima sensazione (“cittadina del mondo”), visto che l’Italia versa in condizioni penose dal punto di vista della Creatività e della Cultura.

So solo che ringrazio Dio (o chi per esso) per darmi la possibilità (e la curiosità) di volere ascoltare per imparare e cogliere spunti. Che non so dove mi porteranno, ma ai quali non voglio rinunciare, in un costante percorso di ricerca che non avrà mai fine.

Di seguito elenco gli appunti che ho preso durante la conferenza, in ordine come li ho presi, senza filtri e senza riordino; non sono citazioni vere e proprie dei diretti interessati, bensì sono parole chiave e flash di frasi prese durante la dissertazione dei relatori coinvolti. Le lascio così, a stimolo e riflessione di chi leggerà.

Piergaetano Marchetti (Presidente della Fondazione del Corriere della Sera):

Inevitabilità della chiusura dei cicli (come già successo in passato).
Capacità della Ragione sorretta dalla Passione per andare più in la, oltre.
L’Arte è fondamentale per la crescita.
La Cultura è un fattore ambientale.
No ad Identità come cose fisse ed immutabili.

Pierluigi Panza cita, nella introduzione ai relatori, Platone nel Simposio:

La creatività è quella cosa che prima non c’era ed ora c’è.

Leonardo Fogassi sui neuroni specchio:

La Creatività Scientifica dipende da due creatività: la creatività tecnica (in situazioni di privazioni di fondi nella ricerca, si è stati in grado di inventare strumenti tecnici utili e poco costosi; la creatività pura (che non può essere assente nei processi tecnici).
L’importanza del “patrimonio motorio”: il migliore mezzo per conoscere il mondo (non c’è solo la conoscenza attraverso il nostro sistema percettivo). Ossia se io conosco cosa vuol dire “afferrare” sono in grado di riprodurlo quando lo vedo fare da altri.
Il sistema dei “neuroni specchio” esiste anche nel mondo delle emozioni e genera quella che viene definita la “comprensione empatica”.

Pierluigi Sacco:

L’importanza culturale a livello locale.
La convinzione limitante nel nostro Paese che la cultura non può produrre profitti.
La Cultura composta da una microfiliera così composta: Design/moda/gusto viste come espressioni industriali; Arte/Musei viste come espressioni culturali; Piattaforme social open sottovalutate come nuove forme culturali e veicoli di contenuti (come i videogiochi).
La Rivoluzione Tecnologica che sta rendendo obsolete produzioni e dinamiche tuttora in funzione: non esiste più il binomio netto “produttore di contenuti”/”pubblico”. Interscambiabilità dei ruoli.
Esiste un legame diretto tra la partecipazione culturale ed il benessere percepito.
Addirittura si è osservato che nelle persone anziane la partecipazione culturale influisce sul tasso di ospedalizzazione, con tutti i vantaggi che questo comporta.
Importante l’Innovazione tecnologica che permette la creazione di contenuti culturali. Ed in questo contesto non ci possiamo più permettere di perdere tempo a pensare se dobbiamo o meno aumentare il prezzo del biglietto d’ingresso ad un museo di 1 euro.

Annamaria Testa:

La creatività, essere creativi comporta: talento, resilienza, tenacia, preparazione, irrequietezza, capacità di lavorare tanto.
Creatività è anche creare valore per gli altri.
Per tanto tempo il concetto di creatività aveva assunto una accezione negativa; negli ultimi tempi si intravede una inversione di tendenza.
Senza preparazione non si può inventare qualcosa.
Creatività e anche produrre idee, concetti e cose nuove, appropriate.
La Creatività viene vista come una “metafora inclusiva”: una specie di biosfera dove tutto è integrato e dove tutto prospera se le varie componenti (pensatori, scrittori, pittori, scienziati,…) si fertilizzano fra loro. E per ben prosperare, vanno allontanati i parassiti e vanno coltivati i campi.

Un libro che credo acquisterò domani, sulla strada per l’ufficio, sarà proprio il testo di Annamaria Testa “La trama lucente“, mentre qui c’è un articolo pubblicato sulla edizione online dell’Internazionale della stessa Testa.

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