Intangibile

 

Intangibile

E’ qualche giorno che rifletto su alcune cose legate al tormento quotidiano del futuro professionale.

Ed in particolare sto pensando ad una parola che conosco come significato comune, ma che di recente mi è stata fatta vedere sotto un aspetto diverso.

La parola è intangibile.

Pensando all’intangibile, ho pensato a quanto sia difficile misurarlo.
Quantificarlo.

E’ qualcosa di ancora più rarefatto del lavoro intellettuale (che sia di progettazione o simile).
E’ qualcosa che ha un valore etico, emotivo, di sapere, alto.
Ma è difficilmente quantificabile economicamente.

E chi si trova a maneggiare l’intangibile, appassionandocisi pure, gli viene a volte riconosciuto un alto valore umano.
Ma fa fatica a vedersi riconosciuto un valore economico.
Fa fatica a trovare una collocazione nel mercato.

E’ “facile” (non è vero, non è facile per nessuno, però rispetto all’intangibile sì) raccogliere risultati economici se vendi un prodotto solido (qualsiasi esso sia) o un servizio ben definito.
E’ difficilissimo raccogliere risultati economici se tratti (e “vendi” in senso lato) intangibilità.

Questa riflessione, che mi gira nella testa da un po’, è frutto di una chiacchierata con una amica di TEDx Crocetta che per prima mi ha parlato di “intangibilità”.

E questa riflessione sulla intangibilità è andata a collegarsi ad una riflessione sulle future figure professionali interdisciplinari che si profilano all’orizzonte, che mi hanno fatto tornare in mente una frase pronunciata da Ezio Manzini durante un suo recente intervento. Parlando di “sharing economy” e di figure professionali ad esse collegate, ha menzionato la difficoltà che tali figure stanno incontrando sul mercato in questo momento.
La difficoltà a farsi riconoscere un determinato valore.
Perché avanzano in un territorio non ancora ben definito.
Una difficoltà che verrà – secondo le sue riflessioni – ripagata dal fatto che quando finalmente avverrà il processo di riconoscibilità sociale, saranno i primi ad avere un riscontro.

Ebbene, confido che questa stessa dinamica avvenga anche per chi tratta l’intangibile.

Perché attualmente è come esplorare un “oceano blu”.
Ignoto e privo di qualsiasi mappa di riferimento.

Nota alla redazione di questo post: è stato anche difficile trovare immagini adeguate che non sconfinassero nell’esoterico. Il caso ha voluto che Google Immagini mi mostrasse anche le mani di un Direttore d’orchestra… Un suggerimento inaspettato che ha un suo perché.

[Foto in evidenza tratta da calia.me da Medium: “Misurare l’intangibile”]

Un pensiero su “Intangibile

  1. Pingback: Complessità e Semplificazione | Barbara Olivieri

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