“Partire dal perché” di Simon Sinek [VIDEO]

Il libro di Simon Sinek “Partire dal perché”, scritto nel 2009, arriva da noi con qualche anno di ritardo (pubblicato di recente in edizione italiana da Franco Angeli).
Questo – secondo me – lo penalizza un po’, facendolo risultare superato per certi aspetti: negli esempi (case history) ed in alcuni concetti espressi.
Inoltre, come mi capita spesso di vedere in tanti testi di formatori di scuola americana, i concetti vengono ripetuti più e più volte all’interno del testo, appesantendolo e rendendo un po’ faticosa (ed anche un po’ noiosa) la lettura.
E forse sono questi i motivi che hanno fatto sì che non mi abbia convinto totalmente (pur essendo interessante l’idea di partenza).

Se fossi al posto dell’autore prenderei in seria considerazione una revisione del testo, che potrebbe essere aggiornato nei case history (ad essere sinceri non se ne può più dei soliti esempi di Apple, Southwest Airlines, ecc.), snellendo la struttura ed integrandola con nuovi studi e nuove riflessioni.

Peccato, perché il concetto del “perché faccio quello che faccio” è un argomento molto importante e di grande interesse, che meriterebbe una trattazione accurata e sviluppata su diversi livelli (dal libero professionista alla azienda di varie dimensioni).
A maggior ragione al giorno d’oggi dove regna molta confusione ed incertezza.

Per chi desidera, qui sotto la videoriflessione (della durata di 15 minuti circa) dove cerco di esporre in modo più articolato i motivi per cui il lavoro di Simon Sinek mi ha lasciato un senso di perplessità.

“Networking”

 

Networking Sebastiano Zanolli

“Valete troppo per non agire intelligentemente.” [Sebastiano Zanolli]

Sto facendo il gambero.

Ho iniziato a leggere i libri di Sebastiano Zanolli dall’ultimo (“Dovresti tornare a guidare il camion Elvis”), in accoppiata a quello scritto in precedenza (“Io società a responsabilità illimitata”), per poi passare a “Paura a parte” (il suo terzo libro).

Ed ora ho terminato il secondo: “Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane“.

Tema trattato: l’importanza di fare networking, ossia l’importanza di tessere una rete di relazioni.

Scritto nel 2005, agli “albori” di quello che la rete oggi è diventata (Facebook insegna), elenca (e supporta con argomentazioni) i motivi che devono spingerci a creare una valida rete di relazioni. MA non con lo scopo di vendere/manipolare e “fare i piazzisti”, BENSI’ con lo scopo di creare (e ri-creare) una rete di relazioni sociali utile a scambi e condivisioni di opinioni, di conoscenze (intellettuali e non).

Creazione di una rete che valorizzi e mostri la nostra ricchezza umana (e professionale), le caratteristiche che ci rendono unici ed irripetibili (e quindi in grado di fare la differenza ovunque noi andiamo), senza però essere invasivi, percussivi e strabordanti (col rischio di generare una reazione di rigetto da parte della rete stessa).

Sarò ripetitiva, ma a me piace lo “stile Zanolli”: sintetico, linguisticamente semplice ma densissimo contenutisticamente.

E anche qui, come negli altri libri che ho letto, mette il dito nella piaga delle convinzioni limitanti che ci impediscono di esprimerci al massimo delle potenzialità.

Leggendo il libro spesso mi sono soffermata pensando a quante piccole e grandi verità vengono messe nero su bianco. Verità che spesso mi sono negata o ho accuratamente evitato.

Un paio?

Non ho niente da proporre“: questa affermazione si combina alla perfezione con la scarsa chiarezza che ho nella testa; una curiosa commistione di identità varie professionali e personali che non riesco a cucire con un filo rosso che tutto lega e crea.

Se qualcuno vuole aiutarmi, deve capire da sé di cosa ho bisogno, senza che glielo spieghi“: altro discorsetto che mi sono spesso ripetuta e che ben rappresenta la mia maledetta, congenita timidezza e paura nel chiedere (la paura del  rifiuto). Due “bestie” che sto lentamente addomesticando, grazie anche all’utilizzo massiccio del web 2.0, che – facendo da filtro – mi permette di gestire almeno la prima fase di avvicinamento, dandomi un po’ di coraggio nel compiere i primi passi.

Come per gli altri libri di Zanolli, anche questo va riletto più volte per catturare appieno il fiume incessante di spunti e riflessioni che scaturiscono da ogni singola riga.

Da tenere sullo scaffale, a portata di mano, e da consultare ogniqualvolta ce ne sia bisogno per riepilogare, ricucire e chiarire.

Qual è il momento per iniziare?
Anche in questo caso la mia risposta vi deluderà.
Ora!
Anzi, era ieri.
E per questo vi chiederò nei prossimi capitoli di cercare, frugare, analizzare, ricordare chi e quando avete conosciuto questa o quella persona.
Ma vi ripeto che non c’è momento migliore di adesso per cominciare….
… La rete di salvataggio si costruisce prima dell’incidente.
Il paracadute si prepara prima del lancio…
Quello che si rischia nel rimandare l’inizio di una gestione cosciente della vostra rete di conoscenze è di perdere lungo la strada della dimenticanza un patrimonio umano incalcolabile.
Se pensate che questo pensiero sia troppo pragmatico o calcolatore, v’invito a guardare la cosa da un altro punto di vista.
Quello del rispetto e della valorizzazione del prossimo e di voi stessi.
Non rimarremo sul pianeta Terra per sempre.
Non avremo infinite possibilità di stringere legami con il resto dei nostri simili…
… Non scordatevi di chi incontrate.
Potreste non trovarlo mai più.

[Sebastiano Zanolli, citazione tratta dal libro e riportata sulla pagina Facebook “La Grande Differenza”]

“Piantala di essere te stesso!”

piantala-essere-te-stesso

 Seguo la PNL ed il Coaching dal 2007. Ho fatto (e sto facendo) tanti corsi. Ho letto tanti libri; alcuni li ho piantati a metà perchè noiosi e/o incomprensibili, o semplicemente perchè non era il momento giusto per leggerli.

Ho spaziato dai testi di PNL e Coaching, andando ad esplorare altre aree di “crescita personale” un po’ “particolari”, sconfinando nella Legge di Attrazione (portata alla conoscenza del grande pubblico con il libro “The Secret”), nella Fisica Quantistica, nel Transurfing (una variazione sul tema della Fisica Quantistica)… Avvicinandomi alla Intelligenza Emotiva di Daniel Goleman (non ancora esplorata approfonditamente).

Mi sono incuriosita nel leggere teorie difficilmente accettabili, al limite della fantascienza (meno ne parlavo con i miei amici e meglio era, per non passare per matta), ma con una loro logica intrinseca.

Tante discipline ed argomenti che non riuscivo a mettere assieme in un continuum organico. Mi dicevo: “O segui questa teoria, o segui un’altra teoria!”, non riuscendo a vedere il filo logico che le legava.

Poi un giorno, alla Feltrinelli di Corso Buenos Aires di Milano, mentre cercavo dei libri senza una meta precisa, sono stata catturata dalla presentazione di un libro dal titolo “Piantala di essere te stesso!”, di Gianfranco Damico (ed. Urra). L’ho visto esposto, l’ho guardato e incuriosita dal titolo (apparentemente in contrapposizione con quanto affermato da tanti guru della crescita personale che affermano l’importanza dell’essere se stessi) l’ho acquistato.

Iniziato a leggere subito, in treno tornando a casa, sono stata catturata dalla freschezza del linguaggio e dall’assunto di partenza: un modo molto diverso di vedere il concetto dell’essere se stessi.

Un interessante viaggio tra la PNL, la Fisica Quantistica e la Filosofia, in grado di legare queste “teorie” tra loro, capaci – tutte assieme – di cambiare il modo di vedere la propria realtà, e di diventare costruttori del proprio futuro (bella la metafora dell’assistente dell’Architetto e dell’Idraulico).

Mi è piaciuto anche l’utilizzo del linguaggio: ironico, evocativo e “italiano”. Infatti uno dei grandi pregi di questo libro è proprio il lavoro svolto, di tradurre/trasferire in un linguaggio comprensibile alla nostra cultura, concetti che altrimenti potrebbero risultare un po’ difficili (alcuni provenienti dal mondo anglosassone); inserendoli nella nostra quotidianità, incrociandoli con l’ambiente nel quale viviamo e la lingua che parliamo (ho la personale convinzione che la lingua italiana sia estremamente complessa e sfaccettata, ricca di tantissimi significati difficilmente ritrovabili in altre lingue europee).

Bellissima le considerazioni sulla favola di Pinocchio: mi hanno fatto riflettere anche sul dialogo serrato che c’è con mio padre (che considero il mio coach-stabilizzatore), che porta spesso a scontri generazionali sulla profonda diversità di vedute che abbiamo.

Un libro da leggere e da tenere a portata di mano, per riprendere qualche passo ogni tanto, e da utilizzare come base di partenza per sviluppare un viaggio di approfondimento culturale e conoscitivo, grazie alla cospicua bibliografia inserita in coda al testo.

Ma soprattutto un punto di partenza per un viaggio dentro se stessi e per se stessi, ascoltando noi stessi e la nostra grande capacità di catturare la Filosofia delle cose (spesso sottovalutata e sepolta sotto le solite sovrastrutture mentali).

[Nell’immagine di copertina Gianfranco Damico e Andrea Bettini in “Da lunedì inizio” – http://www.andreabettini.me/da-lunedi-inizio-gianfranco-damico/]