2019

©Warner Bros

In questi giorni di ritmo pigro e riflessioni sull’anno che è stato e su quello appena iniziato, non mi ero resa conto che il 2019 è la data nella quale fu ambientato “Blade Runner” (uno dei mie film preferiti in assoluto).

Sono stati i media a ricordarmelo attraverso servizi giornalistici e articoli che confrontano quanto veniva ipotizzato come scenario futuro (il film è del 1982) e quanto è effettivamente accaduto (o sta accadendo) oggi.
In termini di clima, tecnologia, robotica e comunicazioni.
(FanPage Tech, il Corriere ed il Secolo XIX sono alcune delle testate che hanno dedicato articoli alla celebre pellicola di Ridley Scott, che – tra l’altro, a mio avviso – ha riscritto la cinematografia.)

E se sulla tecnologia siamo “in prossimità di”, sulla questione clima siamo apparentemente lontani, ma non più di tanto.
Cosa che – confesso – mi genera non poca inquietudine.

Infatti è di qualche giorno fa il post di Internazionale (Tutti i semi del mondo conservati tra i ghiacci dell’artico) che condivide un breve documentario sullo stato di fatto e di gestione della “Banca delle sementi” ospitata sulle isole Svalbard, raccontando della emergenza dello scioglimento dei ghiacci che sta compromettendo la tenuta della struttura e la conseguente salvaguardia di quanto conservato al suo interno.

Immagina dal sito http://www.green.it

Ma non è finita qui.

E’ di stamattina un articolo di “The Vision” (testata giornalistica online alla quale sono iscritta, che invia una newsletter ogni mattina, facendo un resoconto delle principali notizie dal mondo) che anticipa che, se proseguiamo in questa direzione e con questo ritmo, entro il 2030 potremmo (ri)trovarci nelle condizioni climatiche del Pliocene:
In due secoli l’uomo ha distrutto un equilibrio climatico che esisteva da 50 milioni di anni.

Non ho soluzioni in tasca per problemi di questa portata.
E da comune cittadina che cerca di vivere al meglio la sua quotidianità, nel rispetto degli altri e di ciò che mi circonda, non posso fare altro che continuare (iniziare, forse) a parlarne e scriverne, cercando di prestare sempre attenzione a ciò che faccio e all’impatto che le mie azioni hanno sull’intorno.

Immagine dal sito http://www.vita.it

Ma in tutto questo divagare all’interno di informazioni che si diramano per link successivi, ritornando all’origine (e cioè a Blade Runner e alla “sua” Los Angeles) mi è sorta una ulteriore riflessione a latere che riguarda il grande dibattere che in questi ultimi tempi si fa attorno alle città.
Conosco persone che ne hanno inziato a parlare con largo anticipo, indicando un ritorno delle “città stato” come “nuove” (forse mai tramontate) entità urbane.

Scenario (ed argomento) – questo – che meriterebbe un altro post dedicato ad esse, alla progettazione condivisa (legata anche alle periferie), alle “città-prototipo” che stanno nascendo in alcune aree del mondo (Cina, Paesi Arabi, per citarne solo un paio) e che forse è quello – tra l’altro – che mi sta inconsapevolmente facendo orientare ad un mio “interesse di acculturalmento localizzato” nella città in cui vivo, a discapito della pulsione esterofila e di internazionalizzazione di alcuni amici.
(Ma questo è veramente un altro discorso…)

Alcuni link interessanti (a titolo esemplificativo e non esaustivo):

3 pensieri su “2019

  1. Possiamo fare tutti i trattati del mondo ma sono i politici che decidono le nostre sorti. I film di fantascienza insegnano, soldi e potere tutto il resto è pattumiera. Nel mio piccolo ho la mia etica e le mie regole ma per il resto ho abbandonato qualsiasi speranza. Speriamo di morire prima di vedere altro scempio in natura. Questo è quello che mi auguro.

    • Come non essere d’accordo annaecamilla?
      Concordo e sono abbastanza preoccupata. Mi faccio anche riflessioni su come mi posso garantire un futuro (e soprattutto una vecchiaia) confortevole. Alla luce di quello che potrebbe essere.
      Quello che però mi colpisce è la totale assenza di lungimiranza di chi fa scelte sul profitto del “qui e ora”, incurante del futuro (che potrebbe anche interessare anche i loro figli).

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