Mente, cuore e pancia

head-vs-heart

Quando rifletto sulla emotività e sulla mie reazioni alle sollecitazioni che arrivano dall’esterno, a posteriori – osservando – ho notato che sono sostanzialmente tre le zone fisiche dove risiedono le (mie) emozioni:

  • mente
  • cuore
  • pancia

in ordine anatomico, dall’alto verso il basso.

Mi piace pensare al cuore come alla zona dove risiedono i sentimenti come l’amore, la generosità e l’affetto; alla mente come ad un vero e proprio Data Center, dove risiede la logica e la analiticità (dove tutto deve passare per essere filtrato ed essere emesso verso il mondo esterno, in determinate condizioni); alla pancia come al luogo dove sorgono e risiedono i sentimenti e le sensazioni più viscerali (le grandi passioni, le portentose arrabbiature, le reazioni inconsulte che sorgono ad una velocità formidabile).

Nella mia quotidianità spesso mi accorgo di questi sommovimenti emotivi ed intellettivi e, a posteriori, analizzo le dinamiche tentando di comprenderne i percorsi per cercare di individuarli ad un livello sempre più profondo in modo da gestirli e conoscerli (conoscermi) sempre più approfonditamente.

Ritengo importante conoscere la natura e la sede delle nostre emozioni: sono un mondo affascinante e che ci dice molto su noi stessi, al di là di qualsiasi concetto codificato.

Per quanto mi riguarda so che, in occasioni professionali, devo essere in grado di gestire il cuore e la pancia e dare la “consolle” di comando alla mente; in questo modo mi è possibile analizzare e valutare oggettivamente le situazioni ambientali per muovermi nel modo più opportuno.

Questo non è più valido nei sentimenti, dove il cuore (capace di esprimere grandi sentimenti) deve prendere il sopravvento. E’ lui, in queste situazioni, che deve guidare la danza. E’ di lui che mi devo fidare, mettendo a tacere la mente che potrebbe soverchiare i sentimenti con una fredda analisi delle variabili ambientali.

La pancia è quella che mi affascina di più: è il luogo dove risiedono le emozioni più viscerali e che entra in funzione quando l’istinto prende il sopravvento, quando le emozioni si fanno molto forti e le passioni esplodono. Saltano tutti i controlli e si “scende” ad un livello più animale. Lei, la pancia, non deve intervenire (non deve prendere il comando) in situazioni professionali, ma deve comunque essere ascoltata per i segnali che fornisce; quelle famose “sensazioni di pancia” che – difficilmente – sbagliano.

E’ un meraviglioso universo emotivo il nostro: da conoscere, da scoprire e da ascoltare con la massima attenzione.

Noi siamo fondamentalmente animali (la specie dominante in questa era) e dobbiamo essere in grado di recuperare quel lato animale di noi, imparando ad utilizzarlo ed alleandolo con la mente (mezzo molto-molto potente e sofisticato al nostro servizio).

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