Networking: una meta-soft skill? [VIDEO]

E’ da molto tempo che ragiono attorno alla parola networking (e sue declinazioni).

Ed il mio rapporto con questa parola/azione/attività è sempre stato un po’ complesso. Talvolta guardingo, talvolta (addirittura) ostile quando percepivo una artificialità.

Negli ultimi tempi però, riflessioni ulteriori si sono succedute. Forti anche di un esercizio di sospensione del giudizio, di una maturità acquisita (almeno da un punto di vista anagrafico…) e di una attività di osservazione più neutra.

Da qui la nascita di ulteriori considerazioni, che ho scelto di condividere nel video che accompagna questo post.
[Durata del video: 11 minuti]

[Immagine di copertina RawPixel da Pexels]

Due libri interessanti: Domitilla Ferrari e Sebastiano Zanolli [VIDEO]

2014-04-06 16.52.57

Di recente ho letto due bei libri interessanti che si potrebbero annoverare (magari un po’ impropriamente) nella categoria “formazione”.
Intendendo con “formazione” qualcosa che tratta alcuni argomenti che ti possono tornare utili per imparare qualcosa di nuovo e che ti possono offrire nuovi punti di vista su argomenti che magari conosci già un po’.

Sto parlando del libro di Domitilla Ferrari, “Due gradi e mezzo di separazione, e del nuovo lavoro di Sebastiano Zanolli, “Aveva ragione Popper, tutta la vita è risolvere problemi.

Due libri che trattano di due argomenti ben distinti (come si può dedurre già dai loro titoli) e che mi hanno riconciliato con un genere col quale faticavo sempre più a dialogare.
Infatti stavo sviluppando una vera e propria idiosincrasia per testi che trattano di formazione, di web e di materie di acculturamento e di sviluppo delle proprie capacità personali e professionali.
Non ne potevo più di leggere sempre le stesse cose, proposte in salse diverse ma dal medesimo retrogusto assai noto.
Ed invocavo qualcosa di nuovo. Invocando qualcuno che potesse raccontare le cose in modo inusuale.
E semplice. (Anche qui stufa di leggere dissertazioni noiose, vagamente accademiche e/o scontate)

Così ho affrontato con fiduciosa curiosità il libro di Domitilla Ferrari, che – confesso – non conoscevo fino ad oggi (e che ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo al corso “Dieci Cose”, assieme ad altri giganti del web), e ho atteso con altissime aspettative il nuovo libro di Sebastiano Zanolli (che mancava dagli scaffali delle librerie dal 2011, credo…)

Bene, la prima è stata una gran bella sorpresa ed il secondo è stata un gran bella conferma.
Nel primo ho letto con piacere sul networking, ripassando un po’ di concetti, scoprendo qualcosa di nuovo e trovandomi in assoluta sintonia coi concetti e le idee espresse dall’autrice.
Nel secondo mi sono confrontata con il tema dei problemi, e della loro risoluzione, esplorando visioni inusuali sull’argomento e osservando con curiosità contaminazioni non così immediate.

Non mi dilungo oltre.
Lascio spazio alle due videoriflessioni qui sotto (cosa che mi sto dilettando a fare, sperimentando nuove modalità di comunicazione).

Buona visione (a chi si cimenterà nell’ascolto dei due video della durata di circa 8 minuti ciascuno).

“Networking”

 

Networking Sebastiano Zanolli

“Valete troppo per non agire intelligentemente.” [Sebastiano Zanolli]

Sto facendo il gambero.

Ho iniziato a leggere i libri di Sebastiano Zanolli dall’ultimo (“Dovresti tornare a guidare il camion Elvis”), in accoppiata a quello scritto in precedenza (“Io società a responsabilità illimitata”), per poi passare a “Paura a parte” (il suo terzo libro).

Ed ora ho terminato il secondo: “Una soluzione intelligente alle difficoltà quotidiane“.

Tema trattato: l’importanza di fare networking, ossia l’importanza di tessere una rete di relazioni.

Scritto nel 2005, agli “albori” di quello che la rete oggi è diventata (Facebook insegna), elenca (e supporta con argomentazioni) i motivi che devono spingerci a creare una valida rete di relazioni. MA non con lo scopo di vendere/manipolare e “fare i piazzisti”, BENSI’ con lo scopo di creare (e ri-creare) una rete di relazioni sociali utile a scambi e condivisioni di opinioni, di conoscenze (intellettuali e non).

Creazione di una rete che valorizzi e mostri la nostra ricchezza umana (e professionale), le caratteristiche che ci rendono unici ed irripetibili (e quindi in grado di fare la differenza ovunque noi andiamo), senza però essere invasivi, percussivi e strabordanti (col rischio di generare una reazione di rigetto da parte della rete stessa).

Sarò ripetitiva, ma a me piace lo “stile Zanolli”: sintetico, linguisticamente semplice ma densissimo contenutisticamente.

E anche qui, come negli altri libri che ho letto, mette il dito nella piaga delle convinzioni limitanti che ci impediscono di esprimerci al massimo delle potenzialità.

Leggendo il libro spesso mi sono soffermata pensando a quante piccole e grandi verità vengono messe nero su bianco. Verità che spesso mi sono negata o ho accuratamente evitato.

Un paio?

Non ho niente da proporre“: questa affermazione si combina alla perfezione con la scarsa chiarezza che ho nella testa; una curiosa commistione di identità varie professionali e personali che non riesco a cucire con un filo rosso che tutto lega e crea.

Se qualcuno vuole aiutarmi, deve capire da sé di cosa ho bisogno, senza che glielo spieghi“: altro discorsetto che mi sono spesso ripetuta e che ben rappresenta la mia maledetta, congenita timidezza e paura nel chiedere (la paura del  rifiuto). Due “bestie” che sto lentamente addomesticando, grazie anche all’utilizzo massiccio del web 2.0, che – facendo da filtro – mi permette di gestire almeno la prima fase di avvicinamento, dandomi un po’ di coraggio nel compiere i primi passi.

Come per gli altri libri di Zanolli, anche questo va riletto più volte per catturare appieno il fiume incessante di spunti e riflessioni che scaturiscono da ogni singola riga.

Da tenere sullo scaffale, a portata di mano, e da consultare ogniqualvolta ce ne sia bisogno per riepilogare, ricucire e chiarire.

Qual è il momento per iniziare?
Anche in questo caso la mia risposta vi deluderà.
Ora!
Anzi, era ieri.
E per questo vi chiederò nei prossimi capitoli di cercare, frugare, analizzare, ricordare chi e quando avete conosciuto questa o quella persona.
Ma vi ripeto che non c’è momento migliore di adesso per cominciare….
… La rete di salvataggio si costruisce prima dell’incidente.
Il paracadute si prepara prima del lancio…
Quello che si rischia nel rimandare l’inizio di una gestione cosciente della vostra rete di conoscenze è di perdere lungo la strada della dimenticanza un patrimonio umano incalcolabile.
Se pensate che questo pensiero sia troppo pragmatico o calcolatore, v’invito a guardare la cosa da un altro punto di vista.
Quello del rispetto e della valorizzazione del prossimo e di voi stessi.
Non rimarremo sul pianeta Terra per sempre.
Non avremo infinite possibilità di stringere legami con il resto dei nostri simili…
… Non scordatevi di chi incontrate.
Potreste non trovarlo mai più.

[Sebastiano Zanolli, citazione tratta dal libro e riportata sulla pagina Facebook “La Grande Differenza”]