“Il codice segreto delle relazioni”

foto2Boccheggiante e piazzata davanti al ventilatore, in attesa di levare le tende la prossima settimana, oggi ho finito il libro di Gianfranco Damico.
Per me – che entro in empatia coi libri che leggo – è stato un percorso costellato di mugugni alternati a rivelazioni ed illuminazioni, oltreché sogghigni
Libro insolito, fuori dagli schemi (perché, Gianfranco rispetta qualche schema…? ma va-là va-là… 🙂 ), rappresenta un po’ la naturale prosecuzione del primo lavoro (“Piantala di essere te stesso!”) che lessi un po’ di tempo fa (per la precisione nel lontano 2011).
Qui Gianfranco scorazza e contamina la sua opera e le sue riflessioni, spostandosi da trattazioni scientifiche e fisiche, a riflessioni filosofiche, toccando anche argomenti cari al Coaching nel senso più stretto e classico del termine.
Non è facile tirare le somme dopo un testo simile.
Anche perché si tratta di un libro che ti fa riflettere e ti fa incagliare contro scogli che ti rendono difficile la comprensione (facendoti anche imprecare, a volte…).
Però, nonostante le difficoltà, alla fine un semino te lo pianta nel retrocranio (come lo chiamo io).
A quel punto – a semino piantato – sta a te far germogliare la piantina…
Penso sia un libro da leggere… Sospendendo qualsiasi giudizio e dialogo interno (al limite, divertendosi ad ascoltare i blateramenti e le considerazioni che ci si fa tra sé e sé…).
E visto che è di difficile descrizione, qua sotto qualche suggestione che ho isolato leggendo:
“[…] tra quanto fonda il mondo là fuori e ciò che ci appare, si frappone una sorta di “traduttore”, qualcosa che percepisce quell’insieme indefinito di atomi, di vibrazioni elettromagnetiche, di energia e lo trasforma per noi in “cane”, “pietra”, “fiume”, “cielo” e così via. […]”
“E ciò che penso è questo: potrete leggere quintali di libri sulla comunicazione efficace o sul modo in cui costruire relazioni meravigliose, ma senza quel senso del miracolo per la fantasmagorica varietà e ricchezza che è il mondo sarete sempre fotocopie sbiadite di ciò che potreste essere, e la vostra vita relazionale una pallida ombra proiettata sul muro della mediocrità – ma col fiocchettino a posto.”
“[…] Se invece così non è – per esempio vi sto osservando svolgere una sequenza di azioni a me sconosciuta – allora ciò che fate viene elaborato da altri canali di comprensione, quelli che costruiscono la mia funzione puramente cognitiva, che comincia a svolgere le sue ipotesi e ad agitare il suo coltello analitico, ma la cui capacità di comprensione, pur potendo risultare estremamente raffinata, essendo comunque povera degli aspetti corporei, risulta essere molto meno pregnante di quella motoria. E soprattutto più lenta.”
“Siamo (potenzialmente) qualunque cosa. Possiamo diventare qualunque cosa. La narrazione che ci facciamo a proposito di ciò che siamo, non ha paletti. Siete un mobile stormo in volo in interazione costante con altri stormi in volo. Potete andare ovunque, diventare chiunque. Siete magnifici.”
“Capita che tu sia un professionista prestigioso o l’ultimo dei lavapiatti, che tu sia ricco o povero, che tu sia di destra o di sinistra, che tu sia religioso o ateo, che tu ti senta un perdente o una persona di grande successo, che tu creda che la vita abbia un senso o che non ce l’abbia, che tu sia africano, europeo, asiatico, americano o vattelapesca, la tua vulnerabilità, nostra condizione naturale, farà sentire il suo canto e verrà a trovarti; lo farà in mille modi diversi e muovendo a volte i fili più impensati – quelli che tu pensi debbano muoversi solo nella vita degli altri. Verrà a trovarti e si siederà accanto a te, ricordandoti che non esiste umanità senza imperfezione”
“Per me è sempre sorprendente constatare quanto spesso nella relazione con l’altro, le persone si lascino scuotere e sballottare da correnti esterne perdendo di vista quell’obiettivo. Eccolo qui dunque, uno dei motivi fondamentali alla base dell’inefficacia dei comportamenti; è proprio questo: che incredibilmente la persona dimentica qual era l’obiettivo e, mettendosi a rispondere istintivamente a sollecitazioni che la contingenza pone, manda la barca là dove non dovrebbe andare e dove non avrebbe voluto che andasse.”
“Lascia che le cose siano come sono, muoviti come l’acqua, rimani fermo come uno specchio, rispondi come un eco, passa velocemente come il non esistente, e sii quieto come la purezza. Chi vince, perde. Non precedere gli altri, seguili sempre.” Bruce Lee
“Poiché non saremo più nulla, non c’è nulla che non saremo. Solo così possiamo entrare nel cuore dell’altro e, a partire da lì, operare la nostra forma di guida in una forma relazionale che non sarà più quella del combattimento, ma della danza.”
“[…] Ma l’impossibilità non è la fuori, è qua dentro. Il limite inerisce al nostro schema di riferimento. Cambiato schema di riferimento, […] il compito diviene immediatamente possibile e la soluzione è improvvisamente lì, neanche così sofisticata come si poteva fantasticare.”
“Ed è qui che si incardina il paradosso più straordinario della relazione: che due prigionie possono fare un’unica libertà.
Da soli, nell’autoreferenza del non ascolto, siete prigionieri; ma insieme, due prigionie che si aprono, che dialogano, operano uno sconfinamento in un’emergente sfavillante libertà.”
Che cosa augurare al lettore che si cimenterà nella lettura di questo libro?
Buona lettura e – soprattutto – buona esplorazione!
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Piantala di essere te stesso! – il seminario

Piantala di essere te stesso

Sono di ritorno da un weekend di “formazione personale” che si è svolto a Nimis (in provincia di Udine).

Il seminario si è basato sulla struttura di un libro intitolato “Piantala di essere te stesso!”.
È stato tenuto dallo stesso autore: Gianfranco Damico (coach e scrittore) ed organizzato da Claudio Marchiondelli.

Del libro (letto quasi un anno fa) ne ho già parlato in un altro articolo.
Oggi condivido l’esperienza del seminario.

È stato un ripasso dei contenuti del libro, un ampliamento degli argomenti ed un potenziamento della comprensione dell’importanza del linguaggio e delle dinamiche mentali.
Per me è stato motivo di ripresa di alcuni concetti, di intuizioni profonde e di incrocio di dati e conoscenze che – in questi anni – sono avanzate in ordine sparso e (apparentemente) scollegate tra loro.

Collegare tra loro la PNL (Programmazione Neuro Linguistica) alla Linguistica, al Coaching, alla Fisica Quantistica e alle Neuroscienze costituisce un allargamento dei propri confini di conoscenza.
Se poi si innestano anche i concetti lasciatici in eredità dalle filosofie orientali millenarie e dai filosofi che dall’antica Grecia giungono fino a noi, davanti a te si distende un universo del sapere (in continua espansione) capace di rovesciare punti di vista della realtà e capace di modificare profondamente opinioni che ci hanno condizionato sino ad oggi.

Tante sono le cose che mi hanno colpito. Una per me molto importante, è il sistema delle posizioni percettive (non smetterò mai di imparare da questo sistema): in una situazione di conflitto interlocutorio, l’avere la capacità di spostarsi dalla posizione percettiva soggettiva, a quella dell’interlocutore, alla “terza posizione” (osservando dall’esterno), è sempre fonte di comprensione di cosa e come possono essere letti eventi che sono per noi fonte di frustrazione.

Sì certo, questi weekend costano fatica e impegno.
Significa mettersi in discussione e fare scoperte a volte sgradevoli, ma che sono presagio di cambiamenti migliorativi (prendendo coscienza dei propri limiti).

Tornando a casa mi sono ritrovata a sentire un po’ di malinconia per questo bel weekend passato insieme a vecchie e nuove conoscenze. È come se – venendo via – avessi perso qualcosa.

Ma cambiando il punto di vista (la prospettiva) si può leggere invece una creazione di nuovi legami, un rinforzo di legami esistenti ed un ampliamento dei propri orizzonti intellettivi senza pari.

Continuando un viaggio che non avrà mai fine, perché sempre latore di nuove conoscenze…

“Piantala di essere te stesso!”

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 Seguo la PNL ed il Coaching dal 2007. Ho fatto (e sto facendo) tanti corsi. Ho letto tanti libri; alcuni li ho piantati a metà perchè noiosi e/o incomprensibili, o semplicemente perchè non era il momento giusto per leggerli.

Ho spaziato dai testi di PNL e Coaching, andando ad esplorare altre aree di “crescita personale” un po’ “particolari”, sconfinando nella Legge di Attrazione (portata alla conoscenza del grande pubblico con il libro “The Secret”), nella Fisica Quantistica, nel Transurfing (una variazione sul tema della Fisica Quantistica)… Avvicinandomi alla Intelligenza Emotiva di Daniel Goleman (non ancora esplorata approfonditamente).

Mi sono incuriosita nel leggere teorie difficilmente accettabili, al limite della fantascienza (meno ne parlavo con i miei amici e meglio era, per non passare per matta), ma con una loro logica intrinseca.

Tante discipline ed argomenti che non riuscivo a mettere assieme in un continuum organico. Mi dicevo: “O segui questa teoria, o segui un’altra teoria!”, non riuscendo a vedere il filo logico che le legava.

Poi un giorno, alla Feltrinelli di Corso Buenos Aires di Milano, mentre cercavo dei libri senza una meta precisa, sono stata catturata dalla presentazione di un libro dal titolo “Piantala di essere te stesso!”, di Gianfranco Damico (ed. Urra). L’ho visto esposto, l’ho guardato e incuriosita dal titolo (apparentemente in contrapposizione con quanto affermato da tanti guru della crescita personale che affermano l’importanza dell’essere se stessi) l’ho acquistato.

Iniziato a leggere subito, in treno tornando a casa, sono stata catturata dalla freschezza del linguaggio e dall’assunto di partenza: un modo molto diverso di vedere il concetto dell’essere se stessi.

Un interessante viaggio tra la PNL, la Fisica Quantistica e la Filosofia, in grado di legare queste “teorie” tra loro, capaci – tutte assieme – di cambiare il modo di vedere la propria realtà, e di diventare costruttori del proprio futuro (bella la metafora dell’assistente dell’Architetto e dell’Idraulico).

Mi è piaciuto anche l’utilizzo del linguaggio: ironico, evocativo e “italiano”. Infatti uno dei grandi pregi di questo libro è proprio il lavoro svolto, di tradurre/trasferire in un linguaggio comprensibile alla nostra cultura, concetti che altrimenti potrebbero risultare un po’ difficili (alcuni provenienti dal mondo anglosassone); inserendoli nella nostra quotidianità, incrociandoli con l’ambiente nel quale viviamo e la lingua che parliamo (ho la personale convinzione che la lingua italiana sia estremamente complessa e sfaccettata, ricca di tantissimi significati difficilmente ritrovabili in altre lingue europee).

Bellissima le considerazioni sulla favola di Pinocchio: mi hanno fatto riflettere anche sul dialogo serrato che c’è con mio padre (che considero il mio coach-stabilizzatore), che porta spesso a scontri generazionali sulla profonda diversità di vedute che abbiamo.

Un libro da leggere e da tenere a portata di mano, per riprendere qualche passo ogni tanto, e da utilizzare come base di partenza per sviluppare un viaggio di approfondimento culturale e conoscitivo, grazie alla cospicua bibliografia inserita in coda al testo.

Ma soprattutto un punto di partenza per un viaggio dentro se stessi e per se stessi, ascoltando noi stessi e la nostra grande capacità di catturare la Filosofia delle cose (spesso sottovalutata e sepolta sotto le solite sovrastrutture mentali).

[Nell’immagine di copertina Gianfranco Damico e Andrea Bettini in “Da lunedì inizio” – http://www.andreabettini.me/da-lunedi-inizio-gianfranco-damico/]