Effetto Extraordinary

extraordinary_logo_retina

“Quando esco da un corso Extraordinary ho sempre due sentimenti contrastanti: eccitazione per tutto ciò che ho appreso e tristezza per tutte quelle persone che non conoscono e non conosceranno questo magnifico mondo”  [l’amico Giuliano]

Il 24 settembre del 2010 (quasi un anno fa), iniziavo il corso di Dinamiche a Spirale con Extraordinary.

Oggi sono quasi arrivata al termine di un percorso di formazione che si è sviluppato nell’arco dell’anno: oltre ad avere frequentato i corsi di Dinamiche a Spirale, ho seguito il laboratorio Coaching Lab (sviluppato attraverso incontri mensili con esperti di Scrittura, di Personal Branding, di Executive Coaching, di Life Coaching, di Milton Model, …), ho fatto un corso residenziale che mi ha rovesciato come un calzino (di cui sento ancora l’effetto a distanza di un mese e mezzo) e ho fatto un corso di Public Speaking (dove ho sconfitto un’altra delle mie paure folli).

Durante questo anno, che si avvia alla conclusione con l’ultima lezione del Coaching Lab il 2 dicembre, ho percorso una strada con un gruppo di persone normali ma al contempo eccezionali.

Ho imparato tanto, ho attraversato momenti difficili propedeutici ad una crescita (soprattutto all’Extraordinary Me e al corso di Public Speaking), traendone comunque una grandissima soddisfazione.

Si sono creati legami molto profondi tra i componenti di questo gruppo, che hanno percorso questa strada assieme (e che spero proseguirà verso nuove tappe di crescita), ed il merito di tutto questo va non solo alle persone che si sono ritrovate in questo ambiente, ma anche all’ideatore di tutto questo, Claudio Belotti, e a sua moglie Nancy. Sono stati in grado di fare da collante tra tutti noi, silenziosamente e discretamente, con misura ed efficacia.

Hanno creato un legame così saldo tra noi, e forse così evidente all’esterno, che ha colpito anche alcuni coach e trainer che si sono avvicendati. Alcuni li ho visti veramente emozionati, andando a rinforzare la mia convinzione che qualcosa di speciale si è creato.

Qualcosa che ho ribattezzato “Effetto Extraordinary“.

Si, l’ho chiamato così perchè è specifico di questa esperienza. [Quando avevo frequentato altri corsi in NLP Italy (sempre con Claudio Belotti), si erano creati – sì – dei legami tra alcune persone, ma non si erano creati legami di questo tipo.]

Qualcuno potrà obbiettare, pensando che si tratti di – estremizzando – idolatria.

Spiacente, ma non è così.

Quando vieni in contatto e ti immergi in certe realtà, tutto cambia: cambia il tuo modo di approcciarti alla quotidianità, cambiano le tue priorità e cambia il tuo modo di vedere ed esplorare il mondo.

Forse in questo percorso di progressione e riposizionamento ci si sentirà un po’ più soli (molti legami cambiano sostanzialmente), ma l’aria che si respirerà sarà più leggera e la vista che si godrà dal nuovo punto di osservazione, sarà impagabile (per riprendere una frase del mio mentore).

[Immagine tratta dal sito www.extraordinary.it]

Extraordinary Me

Foto scattata da Extraordinary.

Ieri sono tornata da un corso residenziale molto speciale: Extraordinary Me.

Quattro giorni in un bellissimo albergo, di fronte al mare.

Quattro giorni intensi, lontano da tutto e tutti, per fare il punto della situazione su se stessi, su dove si è e su dove si vuole andare.

Quattro giorni durante i quali i problemi quotidiani sono stati tenuti a debita distanza, sono risultati più o meno lontani.

Quattro giorni accompagnati da Claudio Belotti, straordinario mentore e facilitatore, supportato dalla grandissima Patrizia Belotti, dallo straordinario Sebastiano Zanolli e dal bravissimo Fausto Madaschi.

Quattro giorni durante i quali, insieme ad altri eccezionali 13 compagni di viaggio, abbiamo condiviso, abbiamo scoperto e ci siamo emozionati.

Prima di partire mi è successo di tutto. Era come se “qualcosa” facesse di tutto per impedirmi di andare: dicono che quando il fisico dia segnali di somatizzazione, qualcosa dentro di te si stia ribellando e smuovendo. Bene, una settimana prima m’è venuto un raffreddore allucinante (preso durante una calda giornata di crociera sul Brenta, navigando tra le ville venete…) che mi ha letteralmente “piegato come un origami”, costringendomi ad un uso massiccio di aspirine per restare lucida ed operativa.

Un po’ di tempo prima ho iniziato a dare segni di fastidio ed intolleranza alla “crescita personale“, tanto da uscire dal gruppo Extraordinary di Facebook.

Quando è stato il momento di dare delle risposte e di fare un punto della situazione pre-corso, è venuta fuori rabbia, frustazione e profonda insoddisfazione.

Ed oggi, guardandomi indietro, ho compreso che c’era nascosta una paura folle. Di cosa? Non ne ho la più pallida idea!

Perchè oggi, dopo avere vissuto questi 4 giorni veramente incredibili, mi sono guardata indietro e ho visto la assoluta e totale inconsistenza di quello che ho pensato e riflettuto prima di partire.

Ho visto una storia che mi sono raccontata per tanto-tanto tempo e che non ha nessun fondamento.

E’ vero, mettersi in gioco, mettersi a nudo, può farti andare in crisi, crearti un profondo imbarazzo. Soprattutto se sei abituato a vivere un determinato ruolo e questo ruolo ti ha imprigionato.

Invece, mettersi in gioco, mettersi a nudo, può solo farti crescere. Devi fidarti di quello che succederà, perchè non ci sarà nulla di cui avere paura.

Questo ho compreso: 4 giorni guidati da Claudio Belotti (che ha dato anima e cuore), accompagnati affettuosamente da sua moglie Nancy ed accolti calorosamente da Francesca, mi hanno dato modo di rimuovere un bel po’ di sovrastrutture, e di guardare in faccia alle emozioni.

Ho attraversato momenti entusiasmanti, al limite dell’innamoramento, di profonda emozione, di profonda intimità con me stessa e la mia vera natura.

E la cosa più divertente è stata che non ho risposto alla domanda alla quale volevo rispondere assolutamente prima di iniziare il corso.

Ho fatto tutt’altra cosa, ho fatto quello che realmente dovevo fare.

E’ iniziato un nuovo viaggio.