Work in progress…

Non solo un ArchitettoSono un Architetto.
(Nel senso che sono laureata in Architettura.)
Ma non sono un Architetto.
(In senso classico.)

E fuggo a gambe levate quando qualcuno – con l’occhio che brilla – mi dice: “Ah! Sei un architetto?!” (pensando – molto probabilmente – ad una qualche ristrutturazione che deve fare).

No, non faccio progettazione architettonica.
Non disegno oggetti.
Non faccio progettazione d’arredo e di interni.

E allora nell’interlocutore di turno sorge spontanea la domanda: “E quindi cosa fai esattamente?”. Al che parto con lunghe dissertazioni, nel tentativo di spiegare il più chiaramente possibile cosa faccio e di cosa mi interesso. E – dalle espressioni che osservo nel mentre parlo – spesso mi rendo conto che non sempre le argomentazioni sono chiare.
(Senza contare che spesso devo fare anche i conti con l’immaginario collettivo.)

Ebbene essere un Architetto oggi non vuol dire essere (e fare) solo – necessariamente – l’architetto.
E’ quasi un paradosso, lo so. Ma è una realtà.

Chiedetelo ai colleghi che hanno scelto di fare altro: chi è andato ad insegnare, chi si è dato al web-design, all’informatica, alla comunicazione, alla fotografia, alla scrittura, a decine-e-decine di altre professioni. Per necessità o perché hanno scelto di re-indirizzare i propri talenti e le capacità acquisite verso altre attività più in assonanza con il proprio essere ed il proprio sentire.

Perché accade che quando intraprendi dei percorsi, delle strade, e fai delle scelte, può succedere che “cose chiamano cose” e ti ritrovi gradualmente a riplasmare il tuo iter professionale (e la tua identità) che – apparentemente – sembra stia andando alla deriva e si stia allontanando da quello che avevi in mente di fare all’inizio.

Ma…

Sei sicuro?
Sei veramente sicuro di essere uscito così fuori pista?

Dopo diversi anni passati a fare le cose in modo automatico, seguendo l’accadere degli eventi e seguendo una strada apparentemente naturale e sequenziale, ho iniziato a farmi parecchie domande. E a sperimentare. A tentare.

Ecco quindi il perché di questo “diario di viaggio” (blog personale) nel quale racconto e condivido di ciò che incontro, e di strade che percorro. Talvolta fortuite, talvolta necessarie.

30 Marzo 2017

2 thoughts on “Work in progress…

    1. E’ anche il mio mito… ma sssshhhh non diciamolo a nessuno…!
      A volte il martellamento sulla “verticalizzazione” porta fuori strada.
      E tu comprimi, comprimi, comprimi… ma senti che non funziona.
      Proviamo così. Vediamo che succede.
      Grazie Luca e a presto!

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