Cosa faccio

Faccio l’architetto che lavora con gli ingegneri (da più di vent’anni) e sono “in stato Beta permanente” (parafrasando Reid Hoffman), non finendo mai di esplorare nuovi ambiti.
Soprattutto in un’era come la nostra: molto fluida, molto veloce e ad alta incertezza.

Un architetto che lavora con gli ingegneri

Quando le persone mi chiedono cosa faccio di mestiere, in genere rispondo esattamente così: “Faccio l’architetto che lavora con gli ingegneri“.
Infatti (come anticipato nella frase di apertura) lavoro da molti anni in una società di ingegneria che opera nel campo della impiantistica elettrica, e che ho incontrato nel 1998 quando operava a 360° nel campo petrolifero.
Cosa mi ha portato qui?
Non ho mai avuto una vena creativa particolarmente sviluppata e sono sempre stata affascinata dalla tecnica e dalla tecnologia (sono cresciuta a “pane & film di fantascienza”).
Fascinazione che ho assecondato – prima – con il percorso di studi, e che – poi – mi ha portato a cercare strade percorribili.
Una fascinazione che si è nel frattempo evoluta ulteriormente in passione per la progettazione per gli altri, per l’illuminotecnica (che non riesco mai ad approfondire abbastanza) e per la (nuovissima per me) “architettura comportamentale”.
Nel mentre – professionalmente – mi destreggio tra progettazione “pura”, cantieri e coordinamento di progetti.

Una (nuova) professione: il marketing delle relazioni

Nel contempo da maggio di quest’anno (2019) ho fatto il mio ingresso nel mondo del “marketing delle relazioni” (meglio conosciuto come network marketing), iniziando a collaborare con una azienda americana di nutraceutica che ha come core business l’Aloe Vera.
Una nuova esperienza lavorativa (che affianca quella in essere dell’architetto che lavora con gli ingegneri) alla quale sono approdata dopo lunghe riflessioni e attente valutazioni. In esplorazione di nuovi orizzonti professionali che possano offrire un domani e nei quali far convogliare le competenze (in termini di soft skill) sviluppate sino ad oggi, mettendole al servizio delle persone.
Una professione apparentemente molto lontana dal mondo tecnico da me frequentato sino ad oggi, ma che proprio per questo, mi dà l’opportunità di approcciare questo mondo in modo “manageriale”, pianificato e con quella concretezza tipica di un certo tipo di progettazione ingegneristica.
Una sfida in termini di mindset.

Una passione che è (quasi) una professione: le parole lette, dette e raccontate

Dal 2012 sono socia di un club milanese di Toastmasters International, no profit americana attiva nello sviluppo del public speaking e della leadership.
Un percorso iniziato dopo avere frequentato un corso di comunicazione in pubblico (all’interno di un percorso di una “scuola per coach”), e che continua (dopo sette anni) a darmi l’opportunità di “imparare facendo”, lavorando costantemente sulla crescita personale e professionale.
Questa esperienza mi ha permesso di entrare come speaker coach (nel 2017) nella squadra TEDxTorino (nella pagina dedicata di questo blog puoi vedere i video dei Talk degli speaker che ho seguito sino ad oggi) e (nel 2018) di DonnaON (dove da quest’anno ricopro anche il ruolo di Workshop Manager), di tenere guest speech aziendali e workshop aperti al pubblico.
Ma non finisce qui.
La comunicazione in pubblico, unita all’altra mia grande passione per i libri e la lettura, mi ha avvicinato al mondo della lettura ad alta voce. Iniziata partecipando alla maratona di lettura di Bookcity dedicata alle Città Invisibili di Italo Calvino (2016), e proseguita entrando a far parte del Patto per lettura del Comune di Milano (iniziativa volta a promuovere i libri e che porta la lettura ad alta voce in luoghi pubblici quali scuole, ospedali, residenze per anziani, biblioteche, ecc. ecc.).
Una commistione di passioni per la “parola letta, detta e racconatat” che continuo ad alimentare anche con corsi specifici e sperimentazioni di contaminazioni di genere.

Una curiosità finale

Qualche giorno fa un amico mi ha chiesto con sincera curiosità come avrei conciliato la competenza ed il lavoro di personal branding fatto in questi anni in ambito public speaking con la nuova avventura nel network marketing.
Una domanda che mi ha fatto riflettere e che mi ha fatto acquisire maggiore consapevolezza del percorso fatto sino ad oggi, del cambiamento in corso e delle nuove strade che uno si può trovare ad intraprendere.
Penso che sapere comunicare bene, in modo chiaro ed etico, può fare la differenza in questa professione che – purtroppo – si porta dietro una storia difficile.
In più nel network marketing conta anche molto quello che sei tu.
La tua storia, le tue competenze attuali (e future) ed il tuo modo di essere e fare le cose.
Saperle condividere comunicando(ti) con i colleghi di business e con il mondo esterno, può essere l’occasione per aiutare ad essere più efficaci nel trasmettere informazioni corrette (nei primi) e a trasferire la validità della azienda (nei secondi) di cui si è ambasciatori.

10 Settembre 2019

[Foto di Life of Pix e Pixabay su Pexels]

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