Cosa faccio

Foto di Ryan McGuire (via Gratisography)

Faccio l’architetto che lavora con gli ingegneri.
E sono in stato beta permanente (citando Reid Hoffman).
Sempre alla ricerca ed esplorazione di nuove aree.
Dividendomi tra tecnica e soft skill.
Coniugando ambiti tra loro anche diversi, cercando di mantenere una visione trasversale ed interdisciplinare.

Da qualche anno sono socia di un club milanese di Toastmasters International, no profit americana attiva nello sviluppo del public speaking e della leadership.
Un percorso iniziato nel 2012 che continua a darmi l’opportunità di “imparare facendo”, preparando discorsi, lavorando sui feedback, facendo mentoring e lavorando sulla crescita personale e professionale.
Questa esperienza – nel tempo – mi ha consentito di mettere al servizio le competenze acquisite come speaker coach per TEDxTorino (da fine 2017) e per DonnaON (da fine 2018).
Ma non solo.
La comunicazione in pubblico (unita alla mia grande passione per i libri) mi ha avvicinato anche al mondo della lettura ad alta voce. Iniziata partecipando alla maratona di lettura di Bookcity dedicata alle Città Invisibili di Italo Calvino, è proseguita entrando a far parte del Patto per lettura del Comune di Milano. Continuando ad alimentarla frequentando corsi dedicati, alla ricerca, implementazione ed integrazione di forme espressive che coniughino retorica, lettura e comunicazione.

Ma c’è un’altra area di grande interesse personale: il progettare per gli altri.
Un ambito di ricerca nato da una presa di coscienza, in un momento di analisi dell’andamento della motivazione in ambito professionale.
Chiedendomi perché su alcuni progetti avevo una motivazione alta e su altri arrancavo, un giorno ho trovato il comune denominatore: tutto quello che aveva come scopo ultimo la “facilitazione verso gli altri” era oggetto di mia instancabile attenzione.
(Lo verificai analizzando la mia intensa partecipazione durante la progettazione, ristrutturazione ed edificazione di strutture sanitarie.)
Un interesse che mantengo vivo anche informandomi (e scrivendone su questo blog) su quello che viene realizzato per gli altri (siano essi apparecchiature, progetti, macchine, iniziative e/o tecnologie), con un occhio rivolto anche alla bontà della fruizione degli spazi e degli oggetti.

Se quindi dovessi riassumere in un tweet quello che oggi sono (e faccio), credo che una buona definizione potrebbe essere questa:

Un architetto che lavora con gli ingegneri.
Appassionata di parole lette, dette e raccontate

Un motto (quello sulle parole “lette, dette e raccontate”) nato grazie ad un discorso tenuto durante un evento estivo Toastmasters, durante il quale ho tracciato un possibile legame tra i tre mondi della comunicazione che frequento per passione.

5 Febbraio 2019

2 pensieri su “Cosa faccio

  1. Condivido nello spirito l’idea di esplorazione che hai scritto. La vita comunque passa sia che si stia fermi o che si corra ma se corriamo assieme a lei sarà più facile renderci attori e non spettatori della sua bellezza.

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