Resistenza, tempo e paragoni

[Photo by Essentialiving on Unsplash]

Fare “l’attività” (come viene comunemente definito il “marketing relazionale”, cioè il network marketing) è una gara di resistenza. Fisica ma anche – e forse soprattutto – mentale.

In questa “gara” (con te stesso e con le tua convinzioni) ti confronti con due principali variabili.
Comunque applicabili anche a tante altre professioni.

Paragonarsi agli altri.

Per fare questa professione seriamente bisogna imparare e acquisire nuovi strumenti.
Strumenti che si acquisiscono non solo leggendo libri, frequentando corsi e – soprattutto – andando sul campo.
Ma ascoltando e “modellando” chi ne sa di più di te che è – notoriamente – chi fa l’attività da più tempo di te (anche anni). 
E dove rischi di cedere (ascoltando storie, esperienze, ecc. ecc.)?
Soprattutto nelle fasi iniziali (delicate), durante le quali stai prendendo confidenza con il mestiere, e con i prodotti/servizi che rappresenti, alla ricerca anche di un tuo modo di “fare network“…?
Cedi al “paragonarti a”.
Dove il termine di paragone è proprio colui che ce l’ha fatta (e/o magari sta vivendo un momento di progressione esponenziale del proprio business).
Un inevitabile bias cognitivo che potrebbe far vacillare la tua convinzione nel proseguire lungo questa strada. Facendoti pensare che non ce la stai facendo e che non ce la farai mai.
Un errore di valutazione (emotiva) enorme dovuto anche alla intensità del tipo di attività che richiede uno stato di attenzione elevato rivolto a ciò che succede intorno a te.

Il tempo

E l’intensità di applicazione di cui scrivo sopra incide anche sulla percezione del tempo (la seconda variabile).
Sì, perché agendo in questo modo, pensi di “essere sul pezzo” da tanto tempo quando in realtà – magari – è da poco che ti sei messo oggettivamente in moto passando da consumatore a promotore.
Ma la percezione falsata che hai (dettata dalla intensità e dal livello di attenzione, ai quali non ti sei forse ancora abituato) ti fanno percepire lo scorrere del tempo in maniera diversa (alimentando il “non ce la sto facendo”), facendoti prestare attenzione alle “voci delle Sirene” (tue interne, o anche di familiari e amici che nutrono perplessità nei confronti di questo mestiere) che sussurrano (più o meno) che questa professione non fa per te.
Che stai perdendo tempo…
Che non guadagnerai mai abbastanza…
Che, che, che…

[Photo by Tim Goedhart on Unsplash]

Respira e datti tempo

Invece è importante restare focalizzati, attenti e in ascolto.
Non smettendo mai di imparare.
Appassionandosi a quello che questa attività porta con sé (in termini di “soft skill”).
Cercando il proprio ritmo.
Operando con costanza.

Questa è la riflessione chi mi facevo qualche giorno fa, una mattina (a mente riposata), dopo che la sera precedente avevo ascoltato due video di due networker (donna) di lunga data e – complice la giornata di lavoro alle spalle – avevo avuto un momento di sconforto.
[Anche se in realtà la modalità di racconto di una delle due – la seconda che ho ascoltato, per fortuna – mi aveva rincuorato.]

E questa è la riflessione che ho ripreso proprio stamattina, dopo un paio di giorni nei quali sto avvertendo affaticamento psichico che sto proprio tamponando scrivendo questo post (a conferma della bontà della scrittura come sistema terapeutico, efficace a diversi livelli).

E’ fondamentale, quando si diviene preda di un momento di sconforto, prendere le distanze.
Fare altro.
Mettendo tra te e la percezione delle fatica un po’ di tempo, e di distanza fisica ed emotiva, utili a lasciare decantare per poi ricominciare con serena determinazione.

[Foto di copertina di Essentialiving su Unsplash]

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