Di linguaggio e comunicazione

Foto di Tirachard Kumtanom da Pexels

Nel precedente post ho scritto di “azienda che parla la mia lingua“.

Una frase (ed una sensazione più o meno consapevole) che ha guidato la mia scelta nell’ingresso del mondo del network marketing.
Un mondo ed un mercato già di per sé di difficile approccio e che – se non ben gestito – rischia di trasformarsi in un boomerang.

E quando pronuncio quell’affermazione non mi riferisco solo al target di riferimento (in termini di prodotti e fascia di prezzo, comunque mai particolarmente economica [come si discuteva ieri sera con un gruppo di amici], ma qui si aprirebbe un ulteriore discorso sul “valore delle cose”, sulla loro qualità e percezione, questione su cui sto discutendo molto con una collega), ma anche al cosa comunica e come lo comunica.

Mi riferisco all’impressione che ne traggo osservandone lo stile di comunicazione (e i contenuti che passano in modo più o meno diretto) dell’azienda stessa e dei suoi brand ambassador.

Ebbene, nei miei mesi di ricerca su questo business, ad un certo punto ho trovato questo video che mi ha colpito molto.

Si parla di Company Policy, di regole (e del loro rispetto), della responsabilizzazione di tutti coloro che operano all’interno e per l’azienda nell’uso di un linguaggio corretto e – soprattutto – nella corretta trasmissione di informazioni veritiere.

Certo, trattandosi in questo caso di una rete estesa dove ogni singolo “nodo” è indipendente (l’azienda infatti definisce gli incaricati “business owner“, cioè imprenditori [di se stessi]), è difficile avere l’occhio lungo per tenere sotto controllo tutto, dappertutto e ovunque (ecco perché si fa appello al senso di responsabilità della community, come accade anche per un’altra rete volontaria di cui faccio parte).

Ma il fatto che alla base ci sia una regola (scritta) solida che si fa portavoce di un’etica di un certo tipo (vicina al tuo modo di vedere le cose), può fare la differenza. Per qualsiasi azienda di qualsiasi mercato.

Richiamando a sé coloro (venditori e consumatori) che si ritrovano nell’identità rappresentata.
Che diventano essi stessi – nel contempo – amplificatori e catalizzatori.

[Immagine di copertina di rawpixel.com from Pexels]

Un pensiero su “Di linguaggio e comunicazione

  1. Pingback: Di network marketing, aziende e amministratori delegati | BARBARA OLIVIERI

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