Tra Webinar e BIM

BIM Building Information Modeling

Ero fortemente indecisa se pubblicare o meno questo post.
Non essendo proprio attinente al “titolo” del blog, corro il rischio di andare fuori tema.
Però è una riflessione che mi sento di condividere, perché penso sia estendibile a tanti ambiti.

Dunque, nella vita quotidiana mi guadagno il pane lavorando nel mondo della ingegneria.
E come formazione, provengo da Architettura.
Ed essendo iscritta all’Albo, dall’anno scorso ho l’obbligo dei crediti formativi.

Questo preambolo perché?
Perché oggi ho finito il webinar sul BIM (Building Information Modeling).
Che cos’è il BIM? Una “metodica” che mette assieme in una sorta di super Project (il noto software Microsoft di programmazione dei lavori) le fasi di progettazione, costruzione e gestione di un edificio.

Ed è proprio qui che giacciono i miei dubbi.
Perché quando oggi ho visto la “modellazione 4D” (ossia – semplificando – l’innesto della progettazione in tre dimensioni dell’edificio, quantificata e valorizzata, sulla fase di cantiere) ho alzato entrambe le sopracciglia perplessa e dubbiosa (i dubbi che avevo nelle lezioni precedenti, sono emersi in tutta la loro dimensione).

Building Information Modeling

Perché?
Perché vedo due possibili problemi interpretativi.

Non metto in dubbio che sia uno strumento valido per la progettazione e gestione di edifici ad alta complessità.
Ma il primo dubbio che ho è lo stesso che nutro nei confronti di determinate metodiche di Project Management: la programmazione/progettazione spinta “fino al montaggio della vite” con l’obiettivo di portare a zero l’errore e l’imprevisto.
Tesi verso la perfezione.
Perfezione perseguita ed inseguita con un utilizzo sempre più massivo di hardware e software sempre più evoluti.
Strumenti iper-sofisticati dove l’utente potrebbe essere considerato come una figura che inserisce dati, confidando che il software sistemi ogni cosa (ecco il secondo dubbio).

Sicuramente sbaglio la mia interpretazione.
E ho intenzione di approfondire l’argomento: si tratta del futuro della progettazione e bisogna essere preparati e stare al passo.

BIM Building Information Modeling

Però tutto ciò mi ha fatto tornare in mente un episodio di tanti anni fa.

C’è stato un periodo della mia vita nel quale ho collaborato con una rivista di arredamento che si chiama “Casa 99idee”.
Durante quella esperienza di collaborazione come freelance, scrissi un articolo sulle sorgenti di illuminazione e andai a parlare con persone del settore e direttori tecnici di case di produzione di lampade.
Uno di loro mi mostrò un prototipo di una applique da parete, che consisteva in un parallelepipedo.
L’oggetto poteva essere orientato in modo diverso ruotandolo attorno ad un proprio asse.
Mi disse con sagacia ed ironia: “Vede? Questi sono i nuovi designer. Non c’è fantasia, non c’è creatività. È un puro esercizio in Autocad.”

Ecco, questa spinta alla “softwarizzazione” (perdonate la licenza linguistica) non mi convince del tutto.
Mi preoccupa per le ragioni e la possibile sopravvalutazione che ho tentato di esprimere poco sopra (estendibili anche ad altri ambiti professionali).

Proiettando all’estremo esempi simili (che vanno dal parallelepipedo-lampada fino alla estremizzazione della progettazione e programmazione via BIM, passando per tante sfumature intermedie)…

  • si corre il rischio di riporre fiducia nelle capacità risolutive di questi software,
  • si corre il rischio di sottovalutare tutta la formazione ed educazione alla progettazione, fatta di bozze, manualità, idee, ragionamenti, capacità di lettura del progetto e dei suoi dati,
  • si corre il rischio di perdere la capacità di affrontare gli imprevisti attraverso l’impiego della creatività.

Tutte competenze e caratteristiche che si sviluppano con l’esperienza sul campo, sporcandosi le mani.

Chiudo con il commento illuminante di un collega su LinkedIn, in risposta alla mia perplessità su questo strumento:

Faccio una citazione del nostro presidente, Leopoldo Freyrie: il BIM è come il Bimbi. Bisogna saper cucinare.

5 pensieri su “Tra Webinar e BIM

    • Ciao Luigi, grazie.
      Condivido il tuo pensiero.
      La riflessione che mi facevo era relativa proprio alla sopravvalutazione di questi strumenti, pensando che possano eliminare o risolvere molto cose.
      Ci sono alcune persone del mestiere (di formazione più recente) completamente aggrappate a questi strumenti. Che non sanno cosa fare davanti ad un foglio bianco, con una matita in mano.
      Grazie Luigi e buona giornata!
      Barbara

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