Una giornata al TEDx Verona

BARBARA OLIVIERI

Domenica sono stata al TEDx Verona, ed è stata una di quelle giornate belle intense.
Torni a casa stanco morto (fisicamente), ma ricchissimo dentro.

E’ stata una giornata nella quale ho ascoltato interventi e storie che hanno spaziato dalla scienza, alla tecnologia, attraversando la musica, l’animazione ed il sociale forte…

Difficile per me fare un resoconto logico e dettagliato.
Mi sono lasciata trasportare dalle emozioni, mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi ascoltando (e guardando) il Talk di Roberto D’angelo e Francesca Fedeli (e del loro figlioletto Mario) presenti in sala per un saluto.

RAGAZZI
Roberto d’Angelo e Francesca Fedeli e Mario sul palco di TEDx Verona

Mi sono lasciata trasportare dalla meraviglia delle nuove tecniche di animazione raccontate da Luca Prasso…

LUCA PRASSO
Luca Prasso: “Siamo tutti Storyteller. Amiamo tutti raccontare storie.” Animazione digitale e poesia.

Sono rimasta turbata dal Talk finale del neurologo Sergio Canavero (speech altamente spettacolare, evocativo e – per certi aspetti – inquietante e che genera moltissime domande di carattere etico).

SERGIO CANAVERO
Sergio Canavero

Ma le emozioni e le riflessioni non si sono limitate solo agli speaker che ho menzionato sopra.

Ogni intervento ha raccontato, è stato fonte di sapere e conoscenza.
Ha fatto pensare (intenso lo speech di Adriana Musella, figlia dell’ingegnere Gennaro Musella ucciso dalla mafia nel 1992).
Ha stimolato e ha generato un desiderio di approfondimento, aprendo nuove (possibili) strade da percorrere.

Ecco, se dovessi riassumere per parole chiave la giornata di ieri, mi verrebbero in mente queste:
Musica, Sociale (“forte”), Chimica, Ecologia (impronta ecologica…), Ricerca, Emozioni, Magia e Meraviglia.
Riassumibile in Storie.

Lascio la parola alle foto che ho scattato ieri (con didascalie annesse, che tentano di riassumere il turbinio di parole e suggestioni della giornata).

Poi, se volete, qui c’è un articolo di Andrea Bettini (su Che Futuro!) che ben descrive la giornata.

Di seguito – in chiusura di articolo – ci sono invece i TED Talk proiettati durante la giornata.
Alcuni emozionanti, altri divertenti.
Tutti comunque di alto livello.

FRANCESCO FATONE
Francesco Fatone ed il suo “Beyond the toilet”… (wc sul palco) Efficace colpo di teatro per sostenere la inevitabile circolarità dei processi.
GABOR GEORGE BURT
Gabor George Burt ed il “Metodo Fionda”

Libro: “Il metodo fionda” di Gabor George Burt.

ANDREA BATTISTONI
Andrea Battistoni – Riconoscersi in quanto essere umani che condividono le emozioni attraverso la musica. (Beethoven vs AC-DC)

Parlare di musica è come ballare di architettura.
(“Non è musica per vecchi” di Andrea Battistoni, ed. Rizzoli)

SOFIA RIGHETTI
Sofia Righetti – chitarrista metal, sportiva e disabile

Amore per se stessi. Ed essere a proprio agio nella propria pelle.
La disabilità è una caratteristica fisica; non è un bene, non è un male.
La vita è un fatto di editing e di scelta.

VINCENZO PALERMO
Vincenzo Palermo

Scienza, nanotecnologie e chimica.
Storia dell’uomo (recente), della dimensione di un tweet rispetto alla storia del pianeta.
Gli artisti sognano, gli scienziati pensano.
Da questo connubio nascono cose nuove.

DAVID
David Alan Harvey – Life is an art…

David Alan Harvey – La bellezza delle foto che ritraggono la normalità.

ALESSIA DE BIASE
Alessia De Biase, architetto urbanista e antropologa.

Il futuro non esiste. È una nostra capacità di proiettarci.
Eravamo in una bolla chiamata “presentismo”
Siamo dentro una costruzione.
Una costruzione dentro la quale ci mettiamo delle cose.
Progetto “grande Parigi”. “Osservatorio della grande Parigi”
Proiettarci nel futuro vuol dire avere una coscienza di cosa vivranno le generazioni future. (Un interessante esercizio per la mente)
Dove l’immaginario collettivo ci sta portando?

CARLA CICO
Carla Cico

C’era una volta un uomo…
Incipit forte del Talk di Carla Cico.
Immaginando un TEDX del futuro animato solo da macchine…
La differenza rispetto alle macchine: l’uomo ha intelligenza emozionale.
Cambiare culturalmente una azienda comporta un impegno giornaliero dei vertici.
La maratona come metafora per il cambiamento di Brazil Telecom.
Cambiamento come fattore umano.
Una idea senza il fattore umano non è niente.


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