Pagine pubbliche e profili privati

PhotoGrid_1421242558736Stamattina ho letto un articolo scritto da Rocco Rossitto, dal titolo “Perché non devi mai invitare i tuoi amici a mettere mi piace sulla tua pagina“.

Articolo che mi ha incuriosito molto e mi ha fatto riflettere non poco sui motivi elencati a supporto dell’idea filo conduttore del post.
Anche perché – in quest’ultimo anno – ho aperto e chiuso ben due pagine pubbliche su Facebook: pagine che riguardavano la mia persona, questo blog e gli argomenti/identità più o meno collegati.
E per promuoverle e farle conoscere, ho invitato amici a cliccare “like”…
(Quindi è abbastanza evidente che leggendo l’opinione di Rossitto, mi sono sentita colta in flagrante con la mano nel vasetto di marmellata…)

Ma – nel contempo – il mio retrocranio è stato attraversato da una serie di pensieri che sono stati già in parte elencati in un precedente post, ed in parte riporto qui sotto.

Sembrano scollegati dall’argomento.
Ma per me non lo sono più di tanto.
Ci leggo molti punti di contatto.
Magari non così immediati, ma ci sono.

Dunque comincio…

Proprio in questi giorni (osservando il web) mi stavo facendo qualche considerazione tra me e me sulla questione dei profili personali e delle pagine pubbliche.
Sicuramente è una mia lacuna di visione e mancanza di prospettiva, però mi domando:
ma vale la pena aprire una pagina pubblica di se stessi? (Non dell’azienda che dirigi: cosa – secondo me – dalla differenza sostanziale)

Che messaggi diversi trasmetti?
Come suddividi gli argomenti tra il tuo profilo privato e quello pubblico?

Qualcuno potrebbe dirmi: “Beh… sul profilo professionale (pubblico di “default”, n.d.r.) scrivo della mia professione, mentre il profilo privato è “settato” con diverse regole di privacy e mi leggono solo persone selezionate!
Qui io potrei alzare un ditino e dire: “Sì, giusto. Però per scambiarsi informazioni private esistono i messaggi privati, le mail, i gruppi su Whatsapp e anche i gruppi chiusi su Facebook (perché no?!). Inoltre penso che si debba sempre filtrare tra sé e sé quello da dire e quello da non dire, anche ai propri contatti più stretti.

Qualcun altro potrebbe dire che il profilo privato ha un limite di contatti.
Vero, ma se è pubblico esiste la possibilità di essere seguiti (quasi come una pagina “professionale”/aziendale).
Senza contare poi che una volta raggiunti i 5000 contatti, puoi trasformare il tuo profilo in pagina pubblica senza aprirne una nuova.

Perché faccio tutto questo ragionamento?
(Vista anche la personale esperienza…)
Perché gestire un profilo personale ed una pagina pubblica, se hai anche un lavoro, costa fatica.
E poi finisce che condividi gli stessi contenuti in entrambi gli spazi, rimbalzandoli (lo vedo accadere quotidianamente).

E poi perché son sempre più convinta che tutti noi (nel bene e nel male) siamo dei “brand che camminano”.
Ergo non ha – secondo me – molto senso essere noi stessi, spezzettati nelle nostre diverse entità, su più pagine/profili dello stesso social network
(Ben diverso è – sempre secondo me – pubblicare/condividere contenuti specifici su diversi social network “tematici”; per esempio LinkedIn, per citare il caso più noto)

Qualcuno si sta facendo una riflessione sul problema della raccolta/pubblicazione di contenuti in un unico spazio?
Una buona alternativa può essere avere un blog e/o un canale YouTube e/o un sito per narrare qualcosa di specifico in un unico posto, potendolo poi condividere sui social come un pezzo dei tanti te che compongono il tuo “brand”.

Non so, forse sbaglio qualcosa però la perplessità sulle pagine pubbliche di persone, create ad-hoc ed in affiancamento ai profili personali, mi lascia perplessa…
(Sono considerazioni da utente che cerca di curare come meglio può la sua reputazione in rete, avendo scelto di condividere informazioni e riflessioni in modalità pubblica e cercando di ridurre al minimo i contenuti strettamente privati.)

[Collage di immagini tratte via Google Immagini da federicabartolini.it – zetasocial.it – siroindustry.com – ninjamarketing.it – frasiaforismi.it]

2 pensieri su “Pagine pubbliche e profili privati

  1. Molti usano la differenza quando sono (o si sentono) persone importanti..come dire una è per i fan l’altra per gli amici (pochi??). Comunque il mio piccolo pensiero è che mi sembra una differenziazione inutile!

    • Ciao Elena, confesso di avere già avanzato dei dubbi in passato. Ma poi sono caduta in tentazione e l’esperimento l’ho chiuso dopo ben due tentativi che non mi hanno soddisfatto (non me ne è bastato uno…).
      Penso che alcuni credono veramente di poter tenere una distinzione di ruoli.
      Ed in alcuni casi vedi il rimbalzo dei post dalla pagina al profilo (e/o viceversa) oppure vedi una linguaggio talmente diverso che ti viene il sospetto che ci sia qualcosa che non va.
      Non lo so.
      Su Facebook in particolare vedo che i profili personali hanno una struttura sempre più simile alle pagine pubbliche. Quindi, salvo che non ci sia veramente una strategia molto ben pianificata, vedo la cosa come un colossale dispendio di energie. Fatto anche in buona fede.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...