“La falena” di James M. Cain [VIDEO]

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Poi lui e io rimanemmo soli: a farci compagnia c’era solo il silenzio che era entrato nella stanza, si era tolto il cappello e si era accomodato.

Sempre nella mia corsa forsennata per mettere in pari le videoriflessioni con il blog, La falena (scritto nel 1948 da James M. Cain) è stato l’undicesimo libro del progetto “Un Libro A Settimana” (ecco il perché del “Libro 11” nel titolo del post).
Ed è stato anche il terzo libro consigliato dal club Book Eater di Zelda Was a Writer (che si riunisce una volta al mese alla libreria Open di Milano).

Non conoscevo l’autore e non avevo mai letto nulla di lui, ma consultando la sua breve biografia nel retro di copertina ho scoperto essere (stato) uno degli autori più in vista del panorama americano per quanto riguarda il noir ed il genere “hard boiled” (la versione più “turpe” – per i tempi – del noir).
E’ stato autore di “Il postino suona sempre due volte”, “La morte paga doppio”, “Mildred Place” e “La ragazza dei cocktail” (che – coincidenza – avevo già acquistato in versione kindle, grazie ad una recensione che mi aveva incuriosito, comparsa qualche mese fa su Finzioni Magazine).

Ed anche stavolta è stata una (bella) sorpresa.

La storia narra le vicende di un ragazzo/uomo dal nome Jack Dillon e si sviluppa nell’arco di circa 40-45 anni (dai primi anni del ‘900 sino a dopo la Seconda Guerra Mondiale) e – a differenza del precedente libro (di Salter) – qui è lo stesso Jack Dillon che narra le sue peripezie.
Peripezie che rappresentano (come ha evidenziato Camilla Ronzullo di Book Eater) una sorta di viaggio dell’ANTI-eroe.
Un uomo che appare costantemente in fuga, ogniqualvolta vi sia qualche difficoltà o vi sia qualche parvenza di stabilizzazione.

E’ per questo che si trova ad affrontare e a vivere le condizioni più estreme (dal vagabondaggio, ai lavori saltuari, a possibilità di avere finalmente una vita agiata legata alle estrazioni petrolifere), in una Paese come gli USA che si trovano ad affrontare almeno due momenti difficili della loro storia (la crisi del 1929 e – come scritto prima – la Seconda Guerra Mondiale).

Si potrebbe dire che lui è la falena del titolo.
Quella falena che nelle prime battute del libro, lui (bambino) vede svolazzare nel giardino di casa e nella quale si identifica:

Non avevo che per quella splendida cosa verde, tutta palpitante di luce, che si allontanava svolazzando fra gli alberi, libera e viva.”

Scritto con uno stile molto attuale (è stato ritradotto da Giovanni Fletzer per la casa editrice Isbn, proprio quest’anno), scorre via veloce.

E si lascia leggere con molta facilità, riscontrando – nel suo scenario storico – tante attinenze con quanto accade ai giorni nostri.

Immagine tratta dal sito http://www.isdnedizioni.it

Un pensiero su ““La falena” di James M. Cain [VIDEO]

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