Claire e Frank Underwood

houseofcards

Il giorno dopo l’esordio della serie televisiva House of Cards, che mi ha catturato fin dalle prime battute (e che era stata preceduta da commenti entusiastici da parte di amici che l’avevano già vista in lingua originale), uscì un articolo sul Post che mi trovò assolutamente d’accordo, e che diede voce a dei pensieri e delle sensazioni che avevo colto guardando le prime due ore.

Da allora gli episodi trasmessi sono stati cinque, ed io mi sono divertita a seguirli con grande attenzione e concentrazione.

Molti mi hanno suggerito di vederlo in lingua originale per apprezzare la recitazione.
Ci ho provato, ma la pronuncia, la velocità della parlata e la trama ricca di complessi giochi politici, mi hanno fatto desistere.
Sono tornata alla lingua nostrana, facendo tuttavia fatica a seguire alcune vicende (per esempio nel quarto episodio).

Ma le riflessioni che mi sto facendo in queste prime fasi si sono focalizzate sul rapporto che c’è tra Frank e Claire Underwood.
Marito e moglie, coppia d’acciaio e di grande sintonia, non riesco a capire se il loro legame è di tipo affaristico oppure c’è anche del sentimento.

Claire mi sembra – sì – una donna abbastanza spietata e manipolatrice (non a caso non esita a licenziare metà – se non di più – del suo staff per assecondare i suoi piani, che non contemplano più alcuni obiettivi), però mi sembra di capire, mi sembra di cogliere, alcune sue esitazioni che mi fanno supporre che sia pervasa da dubbi etici che la facciano riflettere.
Mi sembra una donna che si divide tra la freddezza calcolatrice e regole (e valori) che le permettono di gestire una Onlus (se così la possiamo chiamare).
Frank – paradossalmente – è più “limpido” e più congruente: manipolatore freddo e spietato, non esita a fare leva sulle debolezze e sulle ambizioni altrui per un suo personale tornaconto di tipo politico.

Quello che mi affascina e mi incuriosisce è il rapporto tra i due: come scrivevo poco sopra, assieme paiono molto compatti e orientati a precisi risultati.
Ma a volte ho l’impressione che lei sia quasi uno strumento nelle mani del marito anche se ha una sua identità professionale molto definita.
Contemporaneamente lui mi sembra che abbia una stima molto alta nei confronti di Claire, ma non esita a condurre delle “operazioni” che non sono proprio ortodosse all’interno di una coppia sposata (mi riferisco al rapporto con Zoe e al dialogo del mattino dopo tra Frank e Claire).

Il rapporto insolito secondo me trova una conferma (o comunque è tracciabile in qualche modo) anche nella casa che abitano: bellissima, perfetta ma impersonale. L’ho notato quando, alla fine del terzo episodio, l’autista e guardia del corpo di Frank dispone un mazzo di fiori nella sala da pranzo della coppia: l’immagine si sofferma sull’unica presenza vivente – i fiori – all’interno di uno spazio asettico e dai toni cupi (una luce – sono fiori bianchi – in uno spazio buio). Vuoto quando non è percorso (più che vissuto) dai due protagonisti.

Non sono in grado di farmi un’idea precisa, è troppo presto.
E sono divisa tra il pensare a Frank e Claire come una sorta di S.p.A. animata – appunto – da una profonda stima reciproca, e/o pensare addirittura a Frank e Claire come ad una coppia dove vi è un rapporto sbilanciato, di forza e di dipendenza, le cui redini sono tenute da Frank.

Sono curiosa di vedere come si evolverà la vicenda (fermo restando l’eccellenza e l’alto target dell’intera struttura narrativa, continua fonte di spunti, riflessioni e anche suggerimenti).

Immagine tratta da http://www.badtv.it

Un pensiero su “Claire e Frank Underwood

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