“I sette nodi del destino” di Stefania Amodeo [VIDEO]

71Sbh3SHQNL._SL1452_“I sette nodi del destino”, opera prima di Stefania Amodeo, è stato il quarto libro che ho letto facente parte del progetto “Un Libro a settimana”.

In fase di lancio del romanzo, ho seguito con curiosità da remoto le presentazioni suggestive che sono state organizzate.
Ho letto considerazioni entusiaste.
Ho letto citazioni riportate dai lettori.
Ho letto commenti commossi ed emozionati.

Così mi sono decisa ad acquistarlo, spinta da quanto leggevo.

Che dire?
E’ sicuramente un’opera ambiziosa e faraonica nella sua mole di pagine (450 circa) e di informazioni.
Solo che io ho avuto delle difficoltà.

L’ho trovato un libro troppo ricco: di dettagli, di descrizioni, di scenari, di storie che si incrociano.
Un libro “troppo troppo”.

Mi sono confrontata con dettagli e descrizioni degni di una sceneggiatura cinematografica (tanto le ambientazioni erano raffigurate in modo estremamente preciso).
Costellati da dialoghi strutturati quasi come fossero copioni.
Con commistioni culturali trasversali delle quali faticavo a trovare un nesso: un giornalista con antenati pellerossa, che parte per un reportage fotografico naturalistico per il Sudafrica e si trova coinvolto nelle vicende politiche legate all’apartheid.
Una storia di passione dai toni epici e tipici dei romanzi d’amore densi di scenari esotici e lussuosi (le suggestioni mi rimandavano a “Il paziente inglese”, “I ponti di Madison County”, “La mia Africa”,…).
E ancora: citazioni e riflessioni relative a spiritualità e crescita personale.

Insomma una ricchezza contenutistica e descrittiva, tale da farmi smarrire il pathos narrativo e l’empatia coi personaggi.
Nonostante la trama e le ambientazioni da sogno, non sono riuscita ad essere totalmente emotivamente coinvolta.
Quando questo accadeva, ossia quando mi emozionavo, era il momento in cui lo stile di scrittura si alleggeriva, favorendo un linguaggio più veloce e più evocativo, lasciando al lettore l’immaginazione ed il completamento.
Lì, in quei momenti, apprezzavo e viaggiavo più veloce.

Aspetto quindi con ansia la sua seconda opera, sicura di trovare uno stile narrativo più emotivo, a rinuncia della descrittività.

Per me la bellezza della lettura è proprio quella di evocare in chi legge scenari, volti, profumi, odori, emozioni, sensazioni, usando anche poche parole, metafore, e narrazioni suggestive.
Lasciando al lettore la creazione di proprie immagini che facciano sì che si immerga totalmente nella storia.

Buona lettura!

Per chi vuole qui sotto la video-riflessione:

Un pensiero su ““I sette nodi del destino” di Stefania Amodeo [VIDEO]

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