Il secondo ed il terzo di libro del progetto “Un Libro A Settimana” [VIDEO]

Parrella gamberale

Essendo in un drammatico ritardo sui tempi di pubblicazione delle riflessioni (video e non) del mio piccolo progetto annuale “Un Libro A Settimana”, di seguito faccio una doppia riflessione congiunta sul secondo e terzo libro (essendo in dirittura di arrivo col quarto).

Ergo, pronti via…

Il secondo libro che ho letto è stato “Per dieci minuti” di Chiara Gamberale, seguito poi da “Tempo di imparare” di Valeria Parrella.
Due libri diametralmente opposti per stile narrativo e contenuto, ma accomunati comunque da una ricchezza emotiva inusuale.
Tanto uno usa un tono leggero, anche nel racconto di un dramma personale, quanto l’altra ti torce l’anima narrando un dramma di dimensioni ben maggiori (ed irreparabile) di difficile accettazione.

Infatti il libro di Chiara Gamberale racconta la storia (in forma di diario) di una donna che – a causa di un terremoto personale ed emotivo (lasciata dal marito, perde in contemporanea anche il suo lavoro presso una rivista) – va in terapia. E la psicologa le propone un gioco: fare per un mese, ogni giorno, per dieci minuti al giorno, una cosa assolutamente nuova. Lei accetta, ed il libro racconta (proprio come un diario personale) giorno per giorno i suoi esperimenti. Mentre noi lettori assistiamo al suo percorso di crescita ed iniziazione, accompagnandola in sperimentazioni via-via sempre più ardite.
Tifando per lei e metaforicamente affiancandola, assieme alla sua nuova famiglia fatta di amici assai stravaganti e degni di un film di Almodovar, nel suo percorso di rinascita e rivalsa.

Tutt’altra storia con il libro di Valeria Parrella, “Tempo di imparare”, che narra la difficile vita di una donna madre di un bimbo autistico.
Un libro che – come scrivevo qualche riga poco sopra – ti torce l’anima, facendoti entrare nei pensieri straziati, faticosi, frustrati di una madre che lotta, che scivola, che si rialza, combattendo per il suo difficile bambino.
Non nascondo che si soffre leggendolo (per lo meno io ho sofferto).
Ma ci si arricchisce non poco emotivamente, venendo a contatto con la tenacia di questa donna che attraversa momenti di disperazione e di rabbia, intervallate da piccole e preziose perle di gioia e soddisfazione che le vengono regalate dai progressi del suo bimbo, dai suoi sorrisi, e dalla condivisione di gioie ed obiettivi di genitori con figli disabili.

Due libri, belli, che regalano momenti di riflessione che raggiungono livelli di profondità anche maggiori rispetto ad altri blasonati testi, annoverabili tra le pietre miliari della formazione e crescita personale.
Forse è per questo che le storie funzionano…
Raccontandoti qualcosa, ti trasmettono in modo molto efficace insegnamenti e valori che ti fanno riflettere, arricchendoti.

Buona lettura!

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