Murmurs des murs al CRT di Milano

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“Murmurs des murs”…
Sembra quasi un mantra, una cantilena…
Una formula magica…

Oggi ho visto qualcosa di nuovo.

Era da tempo che mancavo dal teatro.
Non riuscivo più a trovare qualcosa che suscitasse la mia curiosità.
Ho avuto la fortuna di assistere a rappresentazioni teatrali di Ronconi (ricorderò per lungo tempo il “Prometeo” e “Infinities”), di Elio De Capitani e Ferdinando Bruni (con il “Caligola di Camus” rimasi folgorata dalla potenza espressiva di una forma teatrale a me totalmente sconosciuta fino ad allora). Ho avuto la fortuna di assistere (nel lontanissimo 1989) al Faust allestito al Teatro Studio da Giorgio Strehler.

E quando alzi l’asticella (volontariamente e/o involontariamente), tutto diventa più difficile.

Ma oggi ho riscoperto il piacere di stupirmi e di meravigliarmi.
E di tornare, perché no, anche un po’ bambina…

Oggi sono andata a vedere l’ultima opera di Victoria Thierrée Chaplin “Murmurs des murs”, con Aurélia Thierrée, nel rinato Teatro CRT, ospitato nella “pancia” della Triennale di Milano.
Un teatro che promette molto bene e che – secondo me – va tenuto d’occhio come nuovo punto di riferimento teatrale pregevole.
Se poi si pensa che si accede dall’interno della Triennale stessa, ecco che tutto assume un senso compiuto: un teatro, inserito dentro un polo culturale di eccellenza del design, dell’architettura e della cultura in generale.

Ma veniamo allo spettacolo teatrale di Victoria Chaplin e Aurélia Thierrée.
Un incrocio, una contaminazione, un volo trasversale tra circo, teatro, mimo, danza e reminescenze di antico teatro di strada.
Un viaggio onirico e surreale.

Mentre lo guardavo, passavo da momenti di divertimento a momenti di perplessità, passando per lo stupore e la meraviglia.
A volte avevo la sensazione di trovarmi davanti a sequenze ed ispirazioni tratte dalle pellicole di David Lynch (“Mulholland Drive”, ma soprattutto il monumentale “Inland Empire”).

Bravissimi tutti gli attori, che quasi senza profferire parola, hanno trasmesso sensazioni e suggestioni, raccontando una storia.
Danzando, facendo acrobazie, accompagnandoci per mano attraverso illusionismi, poesia, gag e colpi di teatro (attenzione al finale…).

Da vedere!
Fino al 6 gennaio.

E da tenere d’occhio la programmazione di CRT, che per il 2014 riserva qualche sorpresa ed un ritorno…
Uno per tutti? I tamburi di Kodo…
Chi li ha visti, sa di cosa parlo…

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