Fiducia e avere fiducia

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Fiducia…
Come ieri ragionavo attorno alla “congruenza”, stamattina pensavo alla “fiducia” (in realtà è da un po’ che queste riflessioni si muovono nella mia testa).
E mi è anche tornato in mente quello che mi disse una persona, sul fatto che – attraverso ciò che scrivo e condivido – è evidente che per me la fiducia è molto importante.
Considerando proprio la fiducia (intesa come sensazione) come un metro di valutazione per capire se di una persona mi posso fidare.
So che sembra un bislacco riferimento circolare (e probabilmente lo è): valutare la fiducia nella e della persona per capire se mi posso fidare.
Pare non essere un concetto che sta in piedi.

Ma se prendo questo concetto di “fiducia” e lo innesto sul concetto di “congruenza”, ecco che forse emerge qualcosa di più concreto. E di più leggibile.
Ma non ancora totalmente.

Perché è vero che se una persona adotta dei comportamenti congruenti con ciò che è, che tu possa condividerli o meno, puoi anche arrivare a pensare di poterti fidare. Proprio perché corretto, allineato e congruente.
Ma manca sempre quel qualcosa, quella caratteristica, quella sensazione di pancia, che ti fa dire: “Sì, ok, mi posso fidare.”

E questa caratteristica non saprei come descriverla se non tentando di mettere assieme una vastissima quantità di “cose” che vanno dalla “congruenza tra ciò che si è e ciò che si fa”, alla assenza di finzione e comportamenti artefatti, passando per una percezione di suoi possibili valori di riferimento che – più sono in assonanza coi tuoi – maggiore è la fiducia che potresti nutrire nei suoi confronti.
Dico “potresti” perché ci sono altre variabili che ascolto e osservo consapevolmente o inconsapevolmente davanti al mio interlocutore.

E se parlo di osservazione, entrano in gioco i contesti nei quali ci si trova ad interagire: per esempio se parlo di affari, il metro di valutazione è ben diverso da quello che uso se considero la sfera personale.

Troppe, tante variabili da individuare e tentare di descrivere, nella speranza di fare chiarezza.

Senza dimenticare che – almeno per me – gran peso ha l’istinto.
Quell’istinto che ho tenuto sopito per tantissimo tempo e che negli ultimi mesi sta emergendo di prepotenza e sta diventando il mio personale navigatore, la mia bussola, il mio sonar, il mio radar…
Sempre più potente, man-mano che il margine di errore si riduce.

Avendo cura però di evitare che l’emotività entri in gioco, generando possibili disturbi di percezione.
Ma questa è un’altra storia…

Sulla “Congruenza”:

Congruenza…
Spesso ci rifletto sopra, osservandomi ed osservando ciò che mi circonda.
Sono cresciuta (e successivamente addestrata) alla “congruenza” e alla “integrità”.
A volte mi domando se questo non sia anche un legaccio che impedisce dinamiche di adattabilità all’ambiente circostante.
A volte mi guardo allo specchio e mi dico che – sì – sicuramente l’essere congruente, muovendomi sulla linea di demarcazione con l’integralismo, costituisce un impedimento alla progressione, alla carriera, alle possibilità di guadagno, al successo…
Lo so e ci faccio i conti continuamente con questa mia… caratteristica.
Però, se cerco e guardo intorno a me, vedo altri che mantengono integrità mentale e comportamentale e vanno avanti. Lavorando duro, e muovendosi in modo più lineare.
E questo mi conforta.
Resto invece assai perplessa davanti ai rapidi scarti di persone che consideravo un esempio di congruenza e – che per il Dio Denaro – adottano comportamenti uguali e contrari a ciò che avevano asserito con convinzione fino a non molto tempo fa. Dicendo: “Ho cambiato idea. E allora?!”
Per carità, nulla da dire.
Sicuramente l’ottusa sono io.
Però sono talmente congruente con me stessa e nei valori in cui credo, che preferisco continuare così.
Anche se osservare queste dinamiche mi fa pensare che – forse – quella sbagliata sono io.
Però penso anche che essere congruenti con sé stessi sia la cosa più importante.
Perché poi, alla fin-fine, devi rendere conto a te stesso e alla tua coscienza.
Guardandoti in faccia, tutti i giorni.
È una questione di scelte.
Basta esserne sicuri, convinti, calcolando anche l’effetto che esse hanno su ciò che ci circonda.

Un pensiero su “Fiducia e avere fiducia

  1. Pingback: Avere fiducia di Michela Marzano | Barbara Olivieri

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