Caos e Priorità

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Ieri pomeriggio scrivevo:

Sto pensando che stasera riordinerò un po’ di cose.
Comprese le priorità che – alla luce degli ultimi periodi – si stanno sfrondando e limando non indifferentemente…
Sì. C’è un ennesimo assestamento in atto…
Sotto pressione c’ho sempre degli assestamenti e la stanchezza ti porta – sì – ad una maggiore malleabilità, ma anche – paradossalmente – ad una maggiore lucidità.
Forse perchè ti porta a concentrati su ciò che conta davvero per te…

E pensavo che dopo avere tanto abbaiato, in genere torno a più miti consigli…
Pensavo che è bello leggere…

Ma pensavo che  – nonostante tutto e tutti – mi piace il mio lavoro…
Perché quando progetto e quando devo coordinare, quando sono in cantiere, mi sento viva.
Sento che ho energia da vendere.
Sento che mi diverto.
Sento che sono lucida (tranne qualche volta, quando ho momenti di sbandamento che necessitano di ulteriore energia per essere controllati…).

E pensavo che questo blog non riuscirà mai a stare dentro una griglia precisa… quello della lettura e dei libri.
Ho pensato che credevo di avere trovato il mio filo rosso… ed invece forse non è così.
O forse semplicemente non è quella configurazione che ho visto.
Forse segue un tracciato diverso.
Forse c’è, ma non è (ancora) visibile per me.
(Sarà la lettura in corso del libro di Murakami, “L’arte del correre”, scritto quasi come un flusso di pensiero, che sta influenzando in qualche modo? Forse è solo un insieme di cose e di stimoli che lavorano in sinergia…)

Avevo buttato giù queste riflessioni al volo, nel pomeriggio, reduce da un weekend lavorativo ad alta intensità, da una chiacchierata mattutina telefonica col babbo e da “riflessioni da tangenziale” a bilancio di un pezzetto di strada percorsa (diciamo da luglio a settembre, con pregressi stratificati che si perdono nel tempo).

Un pezzetto di strada percorsa non priva di rimescolamenti di budella e neuroni erranti.
In una quasi costante turbolenza emotiva, che sfiamma in momenti di protesta contro tutto e tutti.
(Alcuni esternati, altri no)
Dimenticandomi che – alla fin-fine – tutto dipende da me.

Così ieri sera – tornando a casa – ho deciso di riordinare.
Per schiarirmi le idee.
Per mettere a posto un po’ di cose.

Ripensando alla mia protesta contro il riordino delle professioni.
Ripensando alla mia sempre più crescente insofferenza verso un certo mondo della formazione.
Ripensando alla serpeggiante, sottile e strisciante insofferenza verso un certo business sul web.

Forse la stanchezza e l’insofferenza hanno trovato una naturale concretizzazione in una frase di mio padre di ieri mattina: “Comunque sia, al di là delle responsabilità di ognuno, avere un lavoro oggi è molto importante e deve essere curato e coltivato.”
Il mio babbo è un vecchio leone saggio, con il quale ogni tanto mi scorno (ammesso che ci si possa scornare con un leone… casomai ti prendi a zampate).
Ma che è l’artefice (assieme a mia mamma) di quello che io sono oggi, e dei valori solidi su cui mi poggio e che tanto mi stanno mettendo a dura prova in questo mondo.

Un mondo in rapido cambiamento, sicuramente, ma talmente evanescente ed indefinito che non mi considero più una “migrante”, bensì un “dinosauro”.
Perché io continuo a non capire alcune cose e alcune dinamiche.

E mi sento sempre più in difficoltà e fuori posto.

… Ed io che stavo riflettendo che “blindare” il blog solo sui libri, non mi soddisfa pienamente…
… Bensì voglio lasciarmi la libertà di scrivere ed esprimere anche altro…

Ma il pensiero è sfuggito al controllo e ha cominciato a scorazzare liberamente.

Perché mi sento sempre più assediata, pressata e circondata da fuffa varia ed eventuale.
Ed è proprio in questi momenti che inizio a fare pulizia pesante, stabilendo le priorità.
Ciò che è veramente importante per me e per il mio futuro.

Però sotto stress, corro anche il rischio di “calare la scure”, motivata e spinta dalla esasperazione.
Facendo magari qualche danno.

Alla ricerca costante di una definizione delle priorità, della programmazione e del controllo.
Cercando un supporto ad una definizione forte di identità.
Una identità che mi aiuti ad attraversare giorni ed eventi, come una sofisticata bussola.

Dirandando la nebbia che il caos, l’evanescenza, la scarsa chiarezza, rendono difficile comprendere chi sono e dove sto andando…

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