Congruenza vs Rigidità Mentale

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Mi è capitato di recente di assistere ad un episodio che ha cozzato contro l’idea di congruenza che io ho.
Una congruenza che – confrontandomi con altre persone – inizio a pensare che sia molto vicina alla rigidità mentale.
Una rigidità mentale che può creare ostacoli alla crescita, alla progressione e anche alla carriera professionale (perché no?!).

Ma cosa intendo io per “congruenza”?
Intendo dei principii e dei valori nei quali credo, e che costituiscono le fondamenta su cui poggia tutto il mio operato e la mia mentalità.
Intendo che “ciò che penso faccio“, e “ciò che faccio rispetta ciò che penso“.
E ciò che penso (ed in cui credo) sono proprio quei principii e quei valori che tengono in piedi tutto.

Ma quali sono questi valori nei quali io credo?
Sono, tra gli altri, onestà, fedeltà, giustizia,…

Qualche anno fa, una persona con la quale stavo facendo un esercizio sui valori, leggendo assieme l’elenco, mi disse (ne convenimmo entrambe): “Sembra quasi una cosa militare…!”
Mentre un amico, un po’ di tempo fa, mi disse: “Hai un senso della giustizia molto sviluppato!”
Troppo sviluppato, forse.

Sì, perché va bene essere congruenti.
Ma se la congruenza si trasforma in una (ottusa?) fedeltà alle proprie idee, l’effetto boomerang potrebbe essere danneggiante.

Ed infatti, ne ho avuta una prova qualche giorno fa, quando in occasione di quell’episodio per il quale ho espresso una mia riflessione, che comunicava una sostanziale incomprensione di una determinato gesto, mi è stato dato un piccolo-grande insegnamento: “Non sono vendicativo e sorvolo.
Touché.
Quattro parole che mi hanno fatto riflettere, e mi hanno fatto pensare a quanto danno latente può generare un atteggiamento mentale rigido.

Dove rigido non vuol dire congruente.
E dove congruente non vuol dire inflessibile.
Tantomeno vendicativo.
(Ricordo un documentario che ho visto l’anno scorso, su Fran Lebowitz, nel quale la arguta scrittrice perorava la causa dell’essere vendicativi… Fu una bocca d’ossigeno che mi fece sentire meno aliena…)

Sicuramente essere congruenti vuol dire possedere un nucleo di valori che fanno da bussola nelle tue scelte, che guidano la tua vita.
Ma quando ti interfacci con il resto del mondo, con i suoi valori e le sue convinzioni, l’intelligenza sta nel mediare tra quello in che credi tu e quello in cui credono gli altri.
Sforzandosi di accettare la diversità altrui, sorvolando su atteggiamenti altrui che possono essere in discordanza con i tuoi valori, preservando – nel contempo – una propria disciplina.

Tanto mettersi di traverso a difesa di proprie idee, può non essere una buona mossa.
Così come cedere incondizionatamente rischia di diventare una prostituzione delle proprie convinzioni e dei propri ideali.

Per me non è semplice muovermi su questa sottile linea di demarcazione.
Ma mi rendo conto che è estremamente utile e funzionale imparare a farlo.
Anche se ci vorrà molto tempo per imparare e plasmare il (mio)modus operandi.

Se ci riuscirò, avrò sicuramente fatto un altro pezzetto di strada verso la maturità intellettuale ed emotiva.

2 pensieri su “Congruenza vs Rigidità Mentale

  1. La congruenza non può significare intransigenza. Poggiare su basi solide, e cercare coerentemente di farsi guidare dai propri valori, non può significare arroccamento su posizioni rigide che ci impediscono di interagire in modo costruttivo con il mondo che ci circonda. Temo sempre chi difende il proprio operato, indipendentemente da tutto, sbandierando la sua aderenza totale alla “sua” etica e al suo schema mentale. Il più delle volte, questo comportamento nasconde la paura del confronto e del dialogo. Nasconde, soprattutto, una rigidità mentale che serve a facilitarsi la vita (propria), a discapito del benessere di chi ti sta vicino. Buona giornata, Barbara

    • Ciao Antonella,
      Grazie per la tua riflessione. Condivido.
      Per quanto mi riguarda, ogni tanto mi incaglio in posizioni “oltranziste” e mi tocca negoziare con me stessa, per riportarmi a più miti consigli.
      Ciò accade soprattutto quando sono in gioco stati emotivi (legati magari a ingiustizie): credo che lì scatti un meccanismo di protezione, fatto di una sequenza di “no” volti a salvaguardare (presunte?) integrità.
      Buona giornata anche a te!

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