Geoff Mulgan a Meet the Media Guru

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Serata intensa grazie alla conferenza organizzata da Meet the Media Guru, che ha avuto come protagonista Geoff Mulgan (policy maker inglese).

L’ho seguita in streaming, da casa, collegata in chat con il popolo di “guristi” ed è stata una bella maratona da fiatone. 🙂

Seguire i molteplici spunti offerti da Mulgan è stato impegnativo, ma anche fortemente motivante e stimolante.

Di seguito gli spunti che ho raccolto (alcuni dei quali trasformati in tweet con l’hashtag #MMGMulgan dal mio account BOliv68):

Siamo in un periodo in cui tutti dobbiamo plasmare il futuro, senza aspettare l’arrivo di vari guru.

In questo momento il futuro è sottoesposto. La nostra visione del futuro è diventata troppo scura e negativi e l’orizzonte si è ristretto, a causa della crisi economica.

Metafora: siamo in un momento dove le cavallette sono troppi forti (forze predittive come finanza e governi) e le api (forze creative) sono troppo deboli.

Ascoltare e andare al margine della società. Non restare sul podio.

Nesta (gestita da Geoff Mulgan)

“Non sono bravo come intellettuale. Mi chiedo sempre “ok, domani cosa si fa, da cosa si inizia?”” Geoff Mulgan

La spesa per la ricerca e sviluppo “classica” è destinata ad aumentare nei prossimi anni (soprattutto in Cina, India e Russia).

Il business model in altri Paesi è collassato. La nuova innovazione arriva dalla nuova conoscenza: design, software, scienza.

Negli Stati Uniti gli investimenti in sistemi commerciali è in discesa. Non c’è volontà di investire. Si conserva ciò che si è acquisito in attesa di tempi migliori.

Innovazione democratizzata: portata fuori dai laboratori.

CrowdsourcingCrowdfunding – Micromanifacturing la democratizzazione della produzione #territorio

Local media – utilizzo di geotag e realtà aumentata – condividere e organizzarsi della comunità

Italo Calvino – riferimento alle sue memorie – leggerezza. #visionario #anticipatore

Creare valore attraverso l’Innovazione sociale.

Il passato: hardware. Oggi l’Innovazione sociale non è solo creazione di mezzi, ma ha importanza anche il fine.

Borsa dell’Innovazione Sociale…

Metafora delle api: in ogni società ci sono creativi ma mancano i collegamenti con la struttura della società.

Collegare la forza dell’albero con la creatività dell’ape, perché l’albero – da solo – non cresce.

Programmi di studio ispirati a Leonardo da Vinci.

Bookshare: condivisione dei propri libri che si hanno a casa in un data base.

Ricerca e sviluppo per la felicità. Può anche servire per aumentare il PIL. Innovazione sociale. Creazione di micro-onde.

Alliance for useful experience

Franklin Delano Roosvelt #ispirazione

Cosa facciamo noi con i sistemi che ci circondano? Realtà di fondo. Come noi riusciamo con l’esponenziale crescita del web e affini a salvaguardarci dal disastro?

Creiamo cibo e paradossalmente abbiamo creato il gap denutrizione-obesità (sfruttamento risorse)

Cambiamento sistemico: come orchestrare le variabili in gioco per far ripartite l’intero sistema.

Esempio dei rifiuti: raccolta differenziata e trattamento rifiuti rappresenta un paradigma da seguire in termine di business, alimentare e gestionale.

Siamo affascinati da come si usano i sistemi.

Trasformazione di sistemi.

Più si spende, meno si fa. Più si spende, meno si ottiene.

Spunto – utilizzo degli smartphone come supporto sanitario e di buoni modi di vivere.

Vediamo le barriere.Vediamo le cause dei problemi. Non vediamo chiaramente la strada da prendere.

A momenti di pessimismo hanno fatto seguito momenti di creatività dirompenti.

Partire dal piccolo per rompere paradigmi e generare dal basso.

C’è una classe creativa? Sì, e rappresenta circa l’8% della forza.

La paura dello sconosciuto, dell’immigrato, è una cosa che ha la capacità di distruggere la creatività.

Le realtà che noi consideriamo più arretrare (Cina, India, Bangladesh,…) hanno degli spazi di innovazione molto ampi e fertili.

Spazio dell’Innovazione sono diventati globali molto rapidamente.

Le macro-strutture innovative hanno raggiunto la massa critica. Hanno raggiunto lo stallo.

Essere una grande metropoli è rilevante. La città è costituita da parti che devono essere interconnesse e trasparenti fra loro.

Un grande e denso intervento. Intenso.

La riflessione a caldo (e che mi porto a casa) è che – con la localizzazione e la iper-connessione – la generazione di micro-onde da piccole realtà, può essere la chiave di volta e di svolta. Va effettuato comunque un cambio di paradigma nella nostra testa. Come primo passo. Costruire. Non distruggere.

Appuntamento il 13 aprile 2013 con Fabio Novembre e Carlo Ratti! (Installazione di Carlo Ratti per il Salone del Mobile)

E poi a maggio con Kaiser Kuo

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