Una bella storia…

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Sabato scorso con un gruppo di amici, abbiamo festeggiato i 50 anni di un amico. E proprio durante la cena una cara amica mi ha raccontato una bellissima storia.
Ascoltarla mi ha fatto molto felice, perché il protagonista di questa storia si meritava un finale così dopo le vicende difficili vissute.

Dunque, da dove partire?

Conosco questa amica (Laura) da tanto, tantissimo, tempo. Per la precisione dalla seconda elementare.
E suo marito, Marco, l’ho conosciuto insieme a Laura, ai tempi della terza media.
Quindi stiamo parlando di tantissimo tempo fa (circa 30 anni…)
Marco e Laura si sono sposati 20 anni fa (e sono insieme da 26 anni).
E Laura, che perse suo papà in prossimità dell’esame di maturità, trovò – dopo 2-3 anni di lavori vari – un posto in una compagnia aerea, come personale di terra. Un ottimo e sicurissimo posto, che le ha consentito anche di fare una bella carriera.

Ma parliamo un attimo della famiglia di Marco.
Il papà di Marco (Paolo, 80 anni) da piccolo andava in vacanza a Finale Ligure, dove a 16 anni conobbe Simona (la figlia dell’idraulico del paese). Stettero insieme per 6 anni. Ma le famiglie (di comune accordo) decisero di separarli, perché il ragazzo doveva studiare e perché i due ragazzi non dovevano stare insieme (a quei tempi le cose andavano così).
Addirittura i genitori di lei fecero sparire tutto quello che lui le aveva regalato nel corso dei 6 anni nei quali erano stati insieme. Mentre i genitori di lui bruciarono tutte le lettere che lei gli scriveva.
Nel frattempo gli anni passano e le vicende fanno prendere strade diverse: Simona sposa un dirigente della FIAT di Torino e si trasferisce nel capoluogo piemontese. Non hanno figli, ma lei si dedica al volontariato assistendo bambini disabili gravi.
Paolo si sposa, dedicandosi all’azienda di famiglia. Con la moglie hanno tre figli: Andrea, Marco e Claudia.
Andrea (il figlio maggiore), qualche anno fa, subisce una sorte infelice: resta vittima di una grave malattia e si separa dalla moglie (e dalla figlia piccola).
Riesce comunque a rifarsi una vita con una nuova compagna.
Ma non è finita qui.
Una sera ha un malore (la malattia lo stava lentamente consumando) e muore in un incidente.
Perdere un figlio è una cosa drammatica.
Perderlo così, ancora di più.
Ma non è ancora finita.
Dopo qualche anno (non molti) si ammala anche la moglie di Paolo (che aveva già una salute compromessa da tanti anni, ma anche quella in equilibrio precario), e muore poco dopo.

Ma torniamo un momento a Laura (mia amica e moglie di Marco).
Lavorando nella compagnia aerea, un giorno di molti anni fa diventa suo capo un tale Filippo (che qualche anno più tardi verrà promosso e si trasferirà altrove).
Filippo, si scoprirà, va in vacanza a Finale Ligure. (Dove vanno in vacanza anche Marco e Laura, Claudia [la sorella minore di Marco] e Paolo, mantenendo viva la tradizione ed il luogo delle vacanze del giovane Paolo).
Filippo è sempre andato in vacanza a Finale. Ed era vicino di casa della famiglia di Simona (il caso…).
Nel corso degli anni, nonostante le evoluzioni della vita, Simona e Filippo sono sempre rimasi in contatto.
(Da piccolo, Filippo andava in bicicletta sul terrazzo di fronte a quello di Simona.)

Tornando ai giorni nostri Paolo, ormai vedovo e sapendo di Filippo, un giorno chiede a Laura di chiedere proprio a Filippo se sa che fine ha fatto Simona.
Laura si dimentica, ma il “caso” vuole che dopo qualche tempo il papà di Filippo passi a miglior vita e – parlando con Laura – proprio Filippo menziona Simona come la persona che gli è stata più vicina nei giorni difficili.
Laura si ricorda della richiesta del suocero e chiede a Filippo il numero di telefono di Simona, perché “gli farebbe piacere sapere come sta, dopo tanti anni” dice.

Paolo, telefonando al numero di Simona e parlando con la domestica, si spaccia per un impiegato comunale per ottenere il numero di cellulare. Ottenutolo la chiama e, dopo quasi 50 anni e più, si ritrovano. Scoprendo che anche lei – nel frattempo – è rimasta vedova.

Ricominciano a vedersi e proprio sabato scorso si sono scambiati una promessa di matrimonio “ufficializzando” il loro legame.
Ed ora si fanno compagnia, dividendosi tra le loro case di proprietà.

Ascoltando questa storia ho pensato a cosa può essere capace di fare il “destino”.
Ho pensato a tutta la sequenza incredibile di coincidenze, che si sono auto-posizionate.

Se Marco non avesse conosciuto Laura e non si fossero sposati…
Se Laura non avesse trovato lavoro in quella compagnia aerea…
Se Filippo non fosse diventato il capo di Laura…

(Filippo… elemento esterno ed elemento chiave… il bimbetto che correva con la biciclettina sul terrazzo di fronte a quello di Simona… l’anello di congiunzione in questa rete di legami…)

Io non ho mai ascoltato una storia così.
E stento a credere che sia vera. Ma lo è. Fortunatamente lo è.

La cosa che mi ha fatto felice è che Paolo, il papà di Marco, dopo avere seppellito un figlio e la moglie, dopo avere attraversato varie vicissitudini, ha ritrovato il suo amore giovanile (che forse non ha mai dimenticato nel profondo del suo cuore).

E forse – finalmente – adesso ha raggiunto la pace, la serenità ed un po’ di felicità.

2 pensieri su “Una bella storia…

  1. La vita va avanti, questo è un bellissimo messaggio. Poi c’è il discorso più complesso delle “cerchie”. E’ frequente vedere situazioni di questo tipo, è come se ci fosse una sorta di “destino che unisce” le persone. Anche a me, personalmente, queste situazioni si sono verificate in almeno un paio di circostanza (amici ritrovati in situazioni assolutamente imprevedibili dopo anni e anni). Dio? Destino? The Secret? O solo che, statisticamente è dimostrato che bastano cinque persone per conoscere “al terzo livello”, come si dice sui social network, l’intero pianeta…

    • Ciao Pierluigi,
      non so. Non so dare una risposta ed una spiegazione davanti a questi eventi.
      Quando mi capita di assistervi, o di viverli, resto ammutolita e disorientata…

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