Un anno dopo (CC2 Toastmasters)

Speech Toastmasters | Barbara Olivieri

“Ma secondo voi, io chi sono?”
Chiudevo così, con una domanda aperta, il mio Ice-Breaker.
Non sono qui a chiedervi una risposta ad una domanda alla quale posso rispondere solamente io, ma sono qui a condividere con voi la conclusione di quella storia iniziata nel maggio 2007, e che si va a concludere esattamente un anno dopo: nel maggio del 2008.

Infatti nel maggio 2008, dopo 9 mesi di ardua ricerca, trovo un altro lavoro!
Vengo contattata da una società di progettazione integrata!
Quindi si parla di Architettura, Ingegneria, Urbanistica, Impianti Elettrici e Meccanici… Tutti insieme all’interno di una stessa struttura, a lavorare in sinergia per fornire un prodotto finito!
È come se si materializzasse davanti a me un sogno coltivato – forse – per anni!
È una boccata di ossigeno!
È il vedere la luce in fondo al tunnel dopo un anno di sofferenza…

Non ci penso molto e dopo 2-3 giorni firmo il contratto.
E solo dopo lo comunico al mio capo, perché voglio sia chiaro che io ho preso una decisione e che non torno più indietro!
Il mio capo ne prende atto e diamo l’avvio alle procedure che normalmente si seguono in questi casi: avverto i clienti che seguivo della mia decisione, chiudo le commesse agli sgoccioli ed effettuo un passaggio di consegne ad un collega sulle commesse ancora aperte.

Andiamo avanti così, fino ad arrivare all’ultima settimana della mia permanenza nella società.
Ed il mio capo riceve una telefonata da un nostro cliente: una telefonata pressante, urgente…
E la sera stessa, mentre sto andando a casa, ricevo a mia volta una telefonata dal mio capo che mi dice: “Barbara! Volevo dirti che ci ridanno il progetto! [quel progetto che ci era stato tolto l’anno prima e che era stata l’origine della mia catastrofe professionale e personale N.d.r] Siccome ne avevi sofferto molto e ne avevi fatto una malattia, è giusto che tu sia la prima a saperlo…!”

Penso che se mi avesse investito un autotreno mi sarei sentita molto meglio…

Essendo in mezzo ad una strada e non potendomi lasciare andare a manifestazioni emotive particolarmente “esuberanti”, ostento ottimismo rispondendo:
“Sono molto contenta per voi, perché giustizia è fatta! Sì, certo, questa notizia mi destabilizza un po’, però sono molto contenta per voi!”
Chiudo la telefonata e piombo nella disperazione più totale…
Perché emerge un pensiero limpido e spietato, affilato come una lama: mi rendo conto che io stavo cambiando lavoro non perché stavo andando verso una crescita professionale, un ampliamento degli orizzonti intellettuali, personali e professionali… no… io stavo fuggendo da una situazione che mi stava provocando solo dolore, stavo scappando da una situazione che per me era diventata insostenibile!
È il panico…
Perché ho la sensazione di vedermi passare davanti un treno per la seconda volta, ma che questa volta rischio di perdere irreparabilmente…!

“E adesso che cosa faccio? Io ho firmato un contratto… Io ho preso un impegno con queste persone… Io ho preso una decisione…”

Passo due giorni d’inferno con una notte insonne in mezzo e poi prendo la decisione.
Una decisione che meraviglia anche me!

Scelgo di restare.
Resto perché voglio quel progetto!
Resto perché voglio vedere nascere, crescere ed entrare in marcia quel maledetto edificio!
E resto anche perché voglio saldare un conto con chi ci aveva tolto ingiustamente il progetto!

Il resto è storia.
L’edificio c’è, è lì, è in marcia da circa due anni.
Ed io ho passato due anni della mia vita in cantiere, facendo una delle esperienze più arricchenti che io abbia mai fatto, sia da un punto di vista professionale, sia da un punto di vista personale.
Una esperienza che rifarei “in toto”, con i suoi alti ed i suoi bassi.
Nel frattempo scopro che la società per la quale sarei dovuta andare a lavorare, naviga in cattive acque: è in grosse difficoltà economiche.

E sperimento che cosa vuol dire quando il Destino (?) decide di darti una seconda opportunità, che sta a te cogliere o meno…

E ho compreso che se tu prendi una decisione, e lo fai con il cuore ed anche un po’ con la pancia (che difficilmente sbaglia…), la tua decisione sarà granitica, stabile, limpida e cristallina, e tu intraprenderai il tuo percorso senza rimorsi, senza rimpianti e senza guardarti più indietro.

Milan Easy Toastmasters, 10 luglio 2012

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