L’attimo…

attimo

Carpe Diem
[Cogli l’attimo]

Orazio, da “Carmina” 1, 11, 8

L’attimo…

Già…

Quella frazione di secondo nella quale (in una sorta di distorsione temporale) tutto rallenta, e si sospende, e tu percepisci… (soprattutto, per me, con la pancia e con la mente, che scansiona ed analizza convulsamente, ponendo decine di domande di verifica e conferma)

Percepisci qualcosa e devi decidere rapidamente cosa fare e cosa rispondere.

E, spesso, se l’impatto emotivo è piuttosto elevato, ti blocchi e sei incapace di prendere decisioni “rischiose” (giudicate tali da stravaganti convinzioni limitanti), scegliendo strade più comode (la famosa e nefasta “area di comfort”).

Giocandoti così una opportunità.

M’è successo? Sì, m’è successo un’altra volta…

Quando mi rendo conto, in genere, mi guardo allo specchio e mi do’ dell’imbecille… (cosa accaduta stamattina)

E mi consolo dicendo: “Vabbè, se è destino ci sarà una seconda occasione…

Magra consolazione, ma dopo lo “shampoo” che mi auto-infliggo ci sta, per risollevare un po’ il morale…

Ovviamente questo non succede quando le decisioni devono essere prese in reali condizioni di emergenza e quando la logica gioca un ruolo fondamentale.

Lì viaggi che è ‘na bellezza!

È quando c’è in gioco la parte emotiva, quella più ricca e sfaccettata, che c’è parecchio attrito…

Tanta paura nel mettersi in gioco e nel rischiare.

Ma così facendo, si perdono delle opportunità.

E se va male??? Al limite ti viene detto di no.

Ci guadagni in chiarezza e non ti resta il dubbio di esserti giocato qualcosa di importante (per te)…

Immagine tratta da Google Image


3 thoughts on “L’attimo…

  1. E’ verissimo, succede. Concordo anche sulla “seconda occasione”.
    Spero però di riuscire sempre di più ad essere in grado di sfruttare la prima. Credo che il presupposto sia una capacità di stare in ascolto che non sempre abbiamo, complice la nostra vita convulsa. In fondo che cos’è che distingue i grandi imprenditori e i top manager se non la capacità di cogliere l’attimo. Che poi, questo vale nella vita professionale come in quella reale, evidentemente.

    1. Ciao Pierluigi.
      Sì, in effetti la capacità di “cogliere l’attimo” riveste sia la sfera professionale che la sfera personale.
      La riflessione qui riportata riveste di più la sfera personale, dove entra in gioco l’emotività e quindi un maggiore grado di esposizione rispetto alla sfera professionale dove – almeno per me – la parte logica può prendere in mano la situazione e tentare di dettare le regole del gioco (non sempre riuscendoci).
      Quello che a me fa rabbia (tanta rabbia) è quella paura assolutamente immotivata che scatta in determinate condizioni, come a preservare un ipotetico (ed inesistente) “pericolo per la vita”. Facendo così non vado molto lontano. E le opportunità me le gioco in continuazione…
      Vediamo di lavorarci su per non commettere iterativamente gli stessi identici errori, in un comporamento “a loop”…

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