Casa Imbastita Campus

Ieri pomeriggio ho partecipato come ospite alla Master Lecture tenuta da Massimo Lumiera ed ho avuto finalmente il piacere di conoscere alcuni amici di Facebook, creatori di Casa Imbastita Campus: Mauro Baricca, Demetrio Pisani, Orazio Grillo ed Antonella Cabriolu (oltre ad avere conosciuto altri compagni digitali di chiacchierate).

E’ stata una bella lezione sulla Finanza Comportamentale, su come le decisioni “di pancia” incidono anche nell’apparentemente freddo, logico, numerico ed oggettivo mondo della Finanza. Una miriade di spunti da approfondire. Un ottimo punto di partenza e piattaforma  di sviluppo di corsi e seminari dove verticalizzare le riflessioni su questa scienza che unisce la Psicologia all’Economia.

Una riflessione molto esaustiva è stata riportata questa mattina da Antonella nel suo profilo Facebook e che riporto qui sotto, nel caso chi legge non vi riesca ad accedere:

“Le scelte economiche si basano solo sulla razionalità perfetta o sono influenzate da fattori diversi?

Sappiamo sempre qual è la scelta migliore e più conveniente quando decidiamo di spendere i nostri soldi?

Quanto incide l’emotività nelle scelte economiche, in situazione di crisi e di incertezza,  che gli imprenditori fanno per la propria azienda?

Secondo la teoria classica, esiste un homo oeconomicus in grado di effettuare tutte le scelte di tipo economico basandosi esclusivamente su fattori razionali. In realtà tale figura è solamente teorica e molti studi, partendo da Simon (Teoria della “razionalità limitata”) hanno dimostrato che l’uomo, nell’assumere decisioni, si fa condurre da una serie di altri elementi che hanno poco a che fare con la razionalità. Si  potrebbe parlare di razionalità perfetta se, nel momento della decisione, fossimo in grado di avere un quadro completo di tutti gli elementi in gioco e le conseguenze dell’uso di tali elementi. In altre parole, per effettuare una scelta a razionalità perfetta, dovremmo conoscere ogni singolo elemento, la sua influenza nei confronti degli altri elementi e le conseguenze delle interconnessioni. Davvero un quadro difficile da gestire, anche per la mente più geniale!

Il nostro sistema cognitivo ha dei limiti e le sue risorse non sono infinite. Il nostro cervello non è in grado, non trattandosi di un calcolatore, di “processare” tutte le informazioni che potrebbero essere necessaria alla definizione di un quadro completo delle possibilità. Cosa avviene allora? Il nostro cervello fa delle scelte, decide cioè di utilizzare solo alcune di queste informazioni e lo fa in modo  euristico, utilizza cioè le cosiddette “euristiche di pensiero”, che sono scorciatoie che ci permettono di fare scelte veloci, senza prendere in considerazione tutti gli elementi che entrano in gioco, ritenendole quelle migliori perché dettate dall’intuito.

Sugli aspetti psicologici, legati alle conseguenze di errori cognitivi, e sulla interazione tra psicologia delle decisioni e finanza è nato un campo di ricerca che prende il nome di “finanza comportamentale”. Questi studi dimostrano che le persone, nel nostro caso gli imprenditori, nel momento delle scelte vengono influenzati da stereotipi, pregiudizi, esperienze passate e da reazioni di tipo emotivo che variano a seconda della situazione di partenza e che hanno una connotazione particolare in caso di incertezza e di rischio, contravvenendo quindi ai  dettami della razionalità.”

La cosa che mi amareggia sempre un po’ quando assisto a queste lezioni, frequento corsi di crescita personale e non, è che c’è sempre poca gente. Vorrei vedere più gente. Vorrei vedere che c’è più gente che ha volontà di cambiare e che si attrezza con i giusti strumenti per affrontare questi periodi incredibilmente fluidi e dinamici. Invece siamo troppo pochi.

E quando parlo ad altre persone di queste esperienze, vedo sguardi che vanno dall’interessamento (perché argomenti effettivamente poco conosciuti ai più), alla incredulità, fino ad arrivare allo scetticismo puro (vedendomi rivolgere – a volte – anche sorrisetti di compatimento). Ed è un peccato, perchè vedo persone appallottolate su sé stesse, ficcate dentro loop negativi e totalmente sorde a stimoli esterni che potrebbero fornire nuovi punti di vista e vie di uscita inaspettate.

Posso anche comprendere che qualcuno mi venga a dire che certi corsi, certi Master, hanno costi elevati e comprendo perfettamente questa osservazione: sono la prima che lancia strali contro i super-master dai costi assurdi. Però, facendo i dovuti distinguo, ci sono tante possibilità per informarsi e crescere: frequentare qualche corso (e magari rinunciare ad altre gratificazioni immediate tipo un paio di scarpe nuove, inutili, una borsa,…), leggere libri, informarsi su internet (ormai un pozzo impressionante di informazioni), ecc. ecc.

Se c’è la volontà di crescere, le risorse per farlo le si trovano. Costa tempo e fatica, certo, ma il ritorno poi ti ripaga ampiamente.

Immagine tratta da Casa Imbastita Campus


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