Il Web ed io

Immagine tratta dal film Matrix

Parafrasando il titolo di un celebre film, inauguro una nuova sezione del mio piccolo blog, dove archivierò e classificherò – in una sorta di diario – le mie esperienze sul web da “migrante digitale”.

Infatti in questi giorni è quasi un anno che sono entrata massicciamente nella rete, iniziando ad interagire seriamente con quello che gli addetti ai lavori chiamano “Web 2.0”.

E pensare che nel 1994 – da testona quale sono – dissi: “Io il computer non lo userò mai!!!”… E trovai lavoro grazie ad un corso di Autocad frequentato all’Istituto Europeo di Design, dovendo frequentare preventivamente un corso di Alfabetizzazione DOS (ebbene si, ho iniziato con Autocad 12 che girava su piattaforma DOS…). Non sapevo neanche come si accendeva un computer, ed oggi (dopo quasi 17 anni) giro con un computer che sta nel palmo di una mano e che ti tiene connesso con il mondo sempre ed ovunque.

Oltre ad avere visto una evoluzione sempre più rapida della tecnologia, in questo ultimo anno ho vissuto una accelerazione esponenziale in una nuova dimensione…

Il 1 novembre del 2010 ho scritto il primo post su questo blog (ad oggi sto scrivendo il 94° post…).

La prima nota scritta sul mio profilo Facebook risale al 27 settembre 2010.

Ho aperto il profilo su LinkedIn il 17 settembre 2010.

Il 24 settembre 2010 ho aperto l’account di Twitter.

… Il massimo della interazione che avevo avuto col web, prima della fine di settembre, era il profilo su Xing (ora in fase di smantellamento perchè inutilizzato da tempo, e ormai privo di senso).

In questo anno ho imparato alcune regole di Personal Branding, ho imparato l’importanza dell’uso del blog, ho avuto crisi di rigetto da social network, mi sono fatta domande sul web e le sue opportunità, ho comprato il mio primo iPhone

Ho letto libri che mi hanno illuminato ed informato sulle immense potenzialità del web, facendomi divertire e chiarendomi alcune questioni sul funzionamento del cervello. Un concetto è rimasto impresso a fuoco nella mia memoria: non ci ricorderemo più le cose, ma ci ricorderemo dove andarle a cercare. Ossia il cervello sta cambiando il suo funzionamento, si sta adattando a qualcosa di nuovo.

Ho familiarizzato con il concetto tanto temuto di multitasking (per alcuni sinonimo di distrazione); alcuni amici mi chiedono come faccio a gestire Facebook, il blog, Twitter e lavorare. Non lo so, lo faccio e basta. E mi rendo conto che penso in maniera diversa rispetto a prima.

La cosa che mi meraviglia (e mi fa sorridere) è che sono stata risucchiata dal web: attingo informazioni, scambio informazioni con altre persone che non ho mai incontrato di persona (è di oggi un veloce scambio di battute su Twitter con Fancesco Russo @franzrusso, “Social Media & Web Consultant”, dopo che aveva intercettato un mio tweet sulla mia necessità di mettere ordine nel web, togliendo ciò che non mi serve più), e alcuni amici mi chiedono consigli su come risolvere alcune grane di Facebook (quando prima ero io che chiedevo, e chiedo tutt’ora, consigli).

Un capovolgimento di situazione pittosto interessante.

Un viaggio in un mondo che ti da tutto, tutto ciò che vuoi, e con il quale devi anche interagire con cautela, scegliendo accuratamente i contenuti, sfrondando e “annusando” in continuazione la rete alla ricerca di ciò che più ti interessa.

Una immensa sorgente di contenuti di qualità (e di boiate pazzesche), nella quale puoi liberamente esprimerti e scrivere ciò che più ti piace…

Vuoi mettere la fatica di dover trovare qualcuno che ti faccia scrivere su una rivista e, quando si stanca di te, ti liquida senza tanti complimenti (è stata una esperienza che ho vissuto qualche anno fa), con l’avere un blog tutto tuo dove scrivi quello che ti piace, trattando degli argomenti a te più cari??? Utilizzando la scrittura anche per organizzare i pensieri.

Un giornalista disse una volta: “Invece di volere fare a tutti i costi il giornalista, apri un blog e vedi se qualcuno ti segue!”. Una affermazione che deve far pensare…

Ottimizzando i contenuti ed i profili sul web, uscendo dalla fase di bulimia digitale che ti possiede quando inizi questo viaggio, ti ritrovi in mano uno strumento veramente potente ed efficace…

La strada da percorrere è solo all’inizio.

Solo il fatto di imparare ad usare Twitter bene (sto studiando per questo), apre nuove possibilità…

Solo il fatto che a breve acquisterò un iPad e – molto probabilmente – abbandonerò definitivamente il portatile, facendo un ulteriore salto quantico, aprirà nuovi modi di utilizzare e considerare la tecnologia…

Solo queste due cose, porteranno un ulteriore variazione/incremento di abitudini digitali.

Sembrano passati 5 anni… E’ passato solo 1 anno…

Mi viene in mente anche una riflessione di mio padre di qualche tempo fa: mi diceva – meravigliato – che ha fatto in tempo a vedere il telefono a muro (quello nero in bachelite, per il quale avevi bisogno della sedia per sederti e telefonare) ed oggi vede un computer che telefona, che sta nel palmo di una mano, seguendo l’uomo.

[Ore 00.12 del 19 ottobre 2011… Piccolo particolare da imparare a gestire: il web ti toglie il sonno… :-P]

5 pensieri su “Il Web ed io

  1. Cara Barbara,
    ho letto con interesse e con divertimento il tuo post.
    Ricordo ancora quando ti proposi di aprire un account su Facebook (doveva essere il 2009 e stavamo mangiando un panino appena fuori alla facoltà di architettura…ti ricordi?) in maniera da poter rimanere più facilmente in contatto e tu mi guardasti con tanto d’occhi ed un espressione un po’ di compassione….ed ora eccomi qui a definirti il mio guru del computer (ed io a mia volta lo sono, a torto, per altri – a proposito ho risolto il problema con wikipedia-).
    Io, al contrario di te non mi sono fatta travolgere dal web, pur essendo collegata per tutto il mio giorno lavorativo….ma di fatto appena esco dall’ufficio sono collegata al mondo esterno solo tramite cellulare che mi permette di telefonare e di mandare gli ormai obsoleti sms.
    E’ vero voglio prendermi un iPhone ed un iPad, o un MacBook Air (di cui, ebbene sì, sono segretamente innamorata), ma solo perchè mi intriga l’oggetto in se stesso e non il fatto di essere connessa al mondo 24 ore su 24, fatto, per altro, che reputo deleterio per la nostra libertà.
    Vorrei infine evidenziare e commentare un concetto messo da te in evidenza
    “non ci ricorderemo più le cose, ma ci ricorderemo dove andarle a cercare”…parecchio prima dell’uso smodato dei computer e del web, quando ancora tu sostenevi che non avresti MAI utilizzato un computer, quando insomma eravamo ancora sui banchi universitari, il professor Mola (costruzioni in c.a.) ci disse: “dovete capire i concetti…per tutti gli altri dati dovete solo sapere dove andarli a recuperare. Inutile che vi riempiate il cervello di informazioni inutili cui potete accedere senza problemi al bisogno”…e si parlava ancora di recupero cartaceo…. 🙂
    PS: quello che adoro sono le emoticon…ma, per favore, non dirlo troppo in giro

    • Ciao Giulia!
      Innazitutto grazie per la visita… Sono contenta che ti sia divertita a leggere la mia avventura ed il mio stravolgimento (anche neurologico) in questi primi 365 giorni di vita digitale… 😀
      Non mi ricordavo più della tua proposta di iscrivermi a Facebook nel lontanto 2009… fino a che non me lo hai ricordato ora.
      Ebbene si, sono testarda come un mulo, oltranzista ai limiti dell’integralismo e rigidissima… Poi mi devo puntualmente ricredere… E arrivo sempre un po’ in ritardo sulle cose, ma arrivo.
      Il concetto espresso dall’Ing. Mola è un concetto che abbraccio da tempo (soprattutto in ambito normativo e di lavoro: lungi da me ricordarmi una norma, ben venga ricordarsi che esiste una determinata norma).
      Invece la cosa che in prima battuta mi aveva un po’ preoccupato, al mio ingresso nel web, era stato trovarmi davanti ad una mole mostruosa di informazioni, con continue diramazioni ad albero. I primi tempi mi sentivo un po’ in uno stato di corto circuito neurologico…
      Ora, in fase di affinamento della riorganizzazione del metodo, va decisamente meglio.
      Per quanto riguarda l’essere connessi col mondo sempre e comunque, può essere un rischio… Molto dipende dalla gestione che si fa del proprio tempo e di se stessi. Il concetto di poter reperire informazioni ovunque ed in qualsiasi momento mi affascina parecchio, e quando hai in mano mezzi potenti, sta a te decidere che uso farne.
      E comunque confido molto anche nell’assestamento dell’individuo: mi è capitato quasi sempre che davanti a delle novità abbia avuto un atteggiamento “vorace”, per poi successivamente assestarmi su un comportamento più “sano” (qualsiasi sia il concetto di “sano” che hai in mente… ;-P)
      PS: stai tranquilla, la tua passione per le emoticon resterà tra te e me.

  2. Pingback: Ibridazione e Contaminazione « BarbaraOlivieri

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