Riflessione rapida del lunedì…

Riflessioni

Leggo sul sito del Corriere della Sera una notizia da brivido sulle voci di Geronzi come possibile Ministro dell’Economia:

http://www.corriere.it/politica/11_maggio_09/madron_tentazione_geronzi_2c2eed08-79fe-11e0-a5b9-91021abd11c5.shtml

Ieri, parlando a pranzo con amici, mi viene raccontato che si ipotizza Scaiola come capo del Programma Nucleare: una follia pura. E voglio sperare che sia una leggenda metropolitana.

Mi sembra una discesa senza freni verso qualcosa di indefinibile e molto-molto brutto. E mi sento impotente.

A dare un ulteriore spallata alla strisciante sensazione di scoraggiamento che si sta lentamente impossessando della sottoscritta, leggo nel forum “Donna: parlami di lei” di Xing:

Ricercatrice italiana è la Supermamma Usa.
Una carriera al top, quattro figli e un marito .
Cristiana Rastellini, 46 anni, fra le dieci mamme più potenti negli Usa. Gli esordi a Roma, poi la direzione della ricerca nel centro trapianti di Houston. “Ma in Italia non avrei potuto farcela: qui, in tutte le università in cui ho lavorato, c’era un nido per i miei bambini. E non mi sono sentita penalizzata perché avevo una famiglia”
di ALESSANDRA PAOLINI
Cristiana Rastellini
Un cambio veloce di pannolini e via ore e ore davanti ai “vetrini” tra staminali e cellule che producono l’insulina. E ancora, pappe al cane, quattro figli da portare a scuola e una missione da portare avanti: dirigere il centro per la ricerca nei trapianti del dipartimento di chirurgia dell’università del Texas. Una giornatina così mette l’ansia solo a immaginarla.
Ma il viso sereno della dottoressa Cristiana Rastellini, 46 anni e una carriera cominciata da giovanissima al policlinico Umberto I di Roma, racconta altro. Dice che lei, cervello in fuga dall’Italia, è una “SuperMoms”. Ha vinto a marzo il prestigioso riconoscimento a stelle e strisce che l’ha lanciata di colpo nella top ten delle mamme più potenti d’America. Lo scorso anno “tra le donne che hanno raggiunto i più alti meriti nelle loro carriere e hanno parallelamente cresciuto con successo una famiglia” scelte dal sito workingmother. com c’era la first lady Michelle Obama.
Oggi per la prima volta ecco un’italiana, pioniera del trapianto di insule pacreatiche (producono insulina, un salvavita per i diabetici). Una carriera sfolgorante, che si intreccia però con ninne nanne, lavatrici e spesa al supermercato. Un’avventura che ha come sfondo gli Stati uniti d’America. Perché se è pur vero che la ricetta è un mix “di impegno, organizzazione, flessibilità, qualche sacrificio, un marito comprensivo e l’aiuto delle nonne”, per dirla con la stessa Rastellini, tanto successo in Italia difficilmente sarebbe arrivato. “Non ho mai preso più di due mesi di maternità”, spiega.
Ma racconta anche di come in America abbia trovato un nido in tutte le università dove ha lavorato, scuole con sistemi autonomi di trasporti e strutture sportive vicino a casa. “In America – aggiunge Rastellini – ho trovato un grande rispetto per le donne che lavorano e non mi sono mai sentita discriminata o penalizzata dal fatto di avere una famiglia così complessa. Le donne che hanno anche una famiglia qui guadagnano più stima e rispetto da parte dei colleghi e dei superiori. Queste donne vengono subito identificate come dinamiche, risolutrici, multifunzionali, razionali e pratiche e tutto ciò è visto come un grande vantaggio nel lavoro”. E la riflessione è amara: “Non credo che in Italia ci sia ancora questa visione”.
Certo, tanto lavoro naturalmente ti fa stare gran parte della giornata lontana dai figli. “L’importante – dice – è spiegare sempre ai bambini perché la mamma non è a casa quando tornano da scuola. E’ così che si guadagna il rispetto dei figli”.

Mi viene voglia di andarmene, di emigrare. Ma mi manca il coraggio.

Poi nel forum “Generation21” di LinkedIn leggo il consiglio di un commentatore sul libro “La questione morale” di Roberta De Monticelli, che acquisterò a breve:

Corruzione a tutti i livelli della vita economica, civile e politica, la pratica endemica degli scambi di favori, lo sfruttamento di risorse pubbliche a vantaggio di interessi privati, la diffusa mafiosità dei comportamenti. E una sorprendente maggioranza degli italiani che approva e nutre questa impresa. Come siamo giunti alla misera situazione nella quale ci troviamo? Per Roberta De Monticelli il male è antico e affonda nella tendenza degli italiani a “prendere il mondo com’è”, senza nessun riguardo per la virtù. Contro tale scetticismo etico, il rimedio è difendere la serietà della nostra esperienza morale, smentendo la convinzione che non esista verità o falsità in materia di giudizio pratico, cioè del giudizio che risponde alla domanda: “che cosa devo fare?”.

Voglio comprendere se c’è ancora una speranza, usando al meglio il proprio intelletto ed i propri valori, oppure se non ci resta che abbandonare la nave…

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