Il discorso del Re [film]

Bel film “Il discorso del re” con Colin Firth (nel ruolo di Re Giorgio VI) e Geoffrey Rush (nel ruolo di Lionel Logue, logopedista).

Non sto a raccontare la trama (ampiamente reperibile su internet), ma l’impressione e le sensazioni che il film mi ha trasmesso.

Oltre a raccontare la storia del “re balbuziente”, secondo me è anche un film su una bella amicizia davvero speciale: l’amicizia tra il futuro Re Giorgio VI ed il suo logopedista Lionel Logue (reperito attraverso un annuncio economico dalla moglie del Re, Elisabeth Bow-Lyon, interpretata da una intensa Helena Bonham Carter).

Un’amicizia nata con molte difficoltà a causa della ostinazione di Re Giorgio VI a convincersi a cambiare e a considerare che la sua balbuzie non è curabile. Il tutto supportato dalle difficoltà (apparentemente insormontabili) dettate dall’etichetta e dalle distanze sociali tra i due uomini.

Lionel Logue intraprende un duro lavoro di lenta demolizione delle barriere poste dal Re, arrivando ad intrecciare un rapporto di grandissima profondità con il suo illustre paziente, alternando momenti di ironia a momenti molto aggressivi, minando inesorabilmente alle fondamenta l’ostinazione e la cocciutaggine dell’uomo.

Un lavoro di calibrazione, di coaching, di interruzioni di schemi, che pian-piano fanno aprire l’uomo sofferente, creando un legame fortissimo di amicizia e di stima profonda.

Mi sono divertita un sacco a vedere gli esercizi massacranti che Logue e Re Giorgio VI fanno per sciogliere la muscolatura e scaldare la voce: mi hanno fatto ricordare degli esercizi faticosissimi che feci in un corso con Patrizia Mottola (Il Potere della Voce). Fu una esperienza bellissima (durata purtroppo una sola giornata), molto fisica e molto faticosa, ma molto bella dove imparammo varie tecniche di respirazione, per scaldare la voce, di postura,…

Bella l’ambientazione e la ricostruzione: alcuni attori sono stati scelti in maniera accurata e somiglianti con i personaggi dell’epoca (Wallis Simpson, Re Edoardo VIII, Winston Churchill tra i tanti).

Ottima interpretazione di Colin Firth (visto di recente nel film a “A Single Man”, film che mi ha lasciata perplessa, pur essendo una pellicola esteticamente perfetta) e grande l’interpretazione di Geoffrey Rush, un misto molto ben calibrato di ironia e di sensibilità.

Comprimaria di lusso Helena Bonham Carter, in un ruolo eccezionalmente misurato (di solito interpreta parti eccessive nei film di suo marito Tim Burton).

Dialoghi eccellenti, degni di un’opera teatrale.

Una storia che potrebbe essere tranquillamente portata su un palcoscenico.

Insomma, un gran bel film.

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