Impressionisti della Clark Collection [Palazzo Reale – Milano]

A Palazzo Reale è in corso (fino al 19 giugno 2011) l’esposizione di alcune tele degli Impressionisti provenienti dalla Clark Collection, nel Massachusetts, che ho visitato sabato.

Mostra di facile approccio sia per l’allestimento semplificato e piacevole (con approccio didattico, “friendly”, in stile americano), sia per il tema trattato (ho la sensazione che gli Impressionisiti siano molto amati dal pubblico, che affronta file anche impegnative per poter ammirare i loro capolavori), espone opere di Monet, Renoir, Manet, Pissarro (per citarne alcuni) provenienti dalla collezione americana voluta da Sterling e Francine Clark.

Vissuti nel periodo degli Impressionisti tra gli Stati Uniti e Parigi, appassionati collezionisti d’arte, hanno costruito nel corso della loro vita una straordinaria collezione di quelli che oggi sono considerati dei capolavori.

Sterling (socio della notissima ditta di macchine da cucire Singer) e Francine (attrice francese che Sterling conosce in un suo viaggio a Parigi, e che successivamente sposa non senza “difficoltà sociali”) fanno quello che una volta ci disse un antiquario: “Se uno vuole fare l’investimento deve acquistare opere di artisti quotati; se uno vuole comprare opere d’arte per suo godimento è giusto che acquisti ciò che gli piace”. E così fanno i coniugi Clark, che acquistano opere a loro gradite (a volte in disaccordo con i consigli dei galleristi) che andranno ad arredare le loro case di New York e di Parigi; questa loro “modalità” di acquisto delle opere li porterà a comprare anche tele di Boldini e di Jean-Leon Gérome (esposte in mostra), creando una commistione di stili e di generi pittorici all’interno della stessa collezione.

Successivamente decidono di creare una Collezione d’Arte ed un Istituto dove poter esporre al pubblico la loro immensa collezione, creando un campus annesso dove è possibile studiare l’Arte.

Cosa si può dire di due personaggi così (a me totalmente sconosciuti fino a sabato, quando li ho “conosciuti” grazie alla mostra)?

Che sono stati personaggi “illuminati”, cultori dell’arte e mecenati (Sterling fu anche un grande viaggiatore, arrivando fino in Cina). E che il loro progetto è degno di ammirazione e di tutela.

I capolavori esposti sono semplicemente splendidi: le opere degli Impressionisti mi sono sempre piaciute per la loro radiosità, per la loro luminosità, per i loro colori.

30I_Gerome_Incantatore

Resto sempre affascinata dalle loro tecniche pittoriche: osservi il quadro ad una certa distanza e vedi il soggetto nella sua completezza e nella sua definizione; ti avvicini e vedi distintamente le pennellate, il quadro si destruttura e diventa un insieme indistinto di macchie di colore. Ogni volta ri-emerge la personale considerazione (e la personale meraviglia) di come l’occhio completi le figure e le costruisca, sulla base di un insieme indistinto di colori (considerazioni e studi che gli Impressionisti conducevano e perseguivano con la loro opera).

Una bella mostra che, unita a quella su Alberto Savinio e a quella sull’Arcimboldo, mi hanno fatto conoscere personaggi poliedrici e dai molteplici interessi, facendomi riconciliare con le mostre d’arte (che alcune volte hanno la capacità di stroncarmi per la loro pesantezza e prolissità) e dandomi la prova che la poli-disciplinarietà, animata dalla passione, porta molto-molto lontano.

3 pensieri su “Impressionisti della Clark Collection [Palazzo Reale – Milano]

    • Bel blog! Complimenti! Me lo segno.
      Che fine hanno fatto gli Artisti (con la “A” maiuscola)?
      Non lo so. Io mi sforzo di comprendere l’arte contemporanea ma non ci riesco.
      Hai voglia a sentirti dire: “Ma guarda che anche gli Impressionisti, Caravaggio, ecc. ecc. furono contestati dai loro contemporanei!”. Va bene, okkei, ci può stare. Però questi artisti contemporanei non dicono assolutamente nulla.
      E vedere che montagne di sale alimentare vengono sprecate per fare una montagna di sale in piazzetta Reale mi fa venire i brividi. E’ uno schiaffo alla miseria.

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