Riflessioni…

Volevo scrivere della settimana un po’ complicata trascorsa sul lavoro: un po’ di tensioni, un po’ di confronti di idee vivaci, una delusione mista ad arrabbiatura a conferma del comportamento non proprio corretto di una persona, insomma una serie di riflessioni su cosa è successo e su come le cose dovrebbero essere in un mondo ideale.

Volevo poi scrivere di come ho trascorso piacevolmente la serata dell’8 marzo assieme a Simona, Silvia e Paola: lontane dalle feste sbracate e sboccate, con femmine assatanate e uomini smutandati (ricordo ancora il mio profondo imbarazzo tantissimi anni fa, quando ad una cena della Festa della Donna all’Isola Fiorita di Milano, i poveri camerieri furono costretti dal proprietario ad improvvisare uno spogliarello; mi sentivo morire per loro che erano veramente in difficoltà e – pur di gradagnarsi il pane – si sono piegati alla richiesta, soddisfando isterismi uterini di massaie frustrate). Una cena, la nostra, con un ottimo risotto alle fragole e fontina di capra, uno strudel di verdura e mele ed una torta di amaretti e cioccolato. Il tutto condito da chiacchere femminili di vita, matrimoni (Simona si sposa il 10 maggio) e figli.

Poi è arrivato il terremoto in Giappone.

Vedere le immagini della devastazione e della violenza della natura, vedere la calma surreale con cui i giapponesi stanno affrontando la catsatrofe, la loro dignità, mi ha fatto e mi fa commuovere.

Mi sono passate nella mente, rapidamente, i volti dei ragazzi giapponesi che ho conosciuto nel corso degli anni.

Ai tempi dell’università conobbi due ragazzi durante una breve vacanza in Inghilterra a Sheffield (per migliorare l’inglese): erano un ragazzo, di cui non ricordo più il nome, ed una ragazza di nome Midori Sato.

Ma ricordo soprattutto Kazumasa Yamamoto, un ragazzo venuto in Italia a fare la scuola serale di Arredamento dello IED (Istituto Europeo di Design). Un architetto stra-ordinario, con cui abbiamo vissuto assieme delle belle avventure ed abbiamo condiviso le avventure e disavventure della faticosa scuola serale. Venne in Italia anche la sua fidanzata (che si chiamava Chie, credo si scriva così, e si pronuncia “Cie”) per una breve visita.

Poi lui un giorno tornò in Giappone e ci restò. Da allora i contatti si sono fatti sempre più rari (via mail). Attraverso il mio amico Francesco siamo riusciti ad avere qualche notizia nel corso di questi ultimi 10 anni, ma ora più che mai vorrei riuscire ad avere sue notizie e sapere se stanno bene lui e se la sua famiglia.

Mi vengono in mente anche le nostre considerazioni sul mondo giapponese strettamente legate al nostro modo di vivere e alla nostra cultura (a volte condite di ironia).

Ma nello stesso tempo in me si è sviluppata anche la curiosità verso questo Paese così diverso dal nostro. Mi son procurata libri sul Giappone (tra gli altri anche quelli di Fosco Maraini) e la curiosità è cresciuta ancora di più.

Ora, quello che è successo, ha cancellato con un colpo di spugna tutte le menate mentali delle ultime 72 ore.

Tutto ha assunto una dimensione relativa rispetto a quello che è accaduto dall’altra del pianeta.

E, tra tutte le immagini agghiaccianti che vedo in TV e su internet, quella che mi ha sconvolto di più e che credo che resterà nella mia mente per lungo tempo, è quella del gigantesco vortice che si crea nel mare e che risucchia una barca come se fosse una foglia secca. Una immagine degna della migliore mitologia dei mostri marini dei racconti di Jules Verne.

Una immagine che dimenticherò con fatica e che rappresenta per me la nostra totale impotenza ed inutilità davanti alla forza devastatrice della natura.

Una violenza che ridimensiona tutte le problematiche quotidiane, che sembrano insormontabili, ma sono veramente ridicole.

Un pensiero su “Riflessioni…

  1. E’ proprio vero quello che hai scritto… ci vogliono le grandi disgrazie per farci capire che cosa siamo!
    Ma sono convinta, e perdona la mia presunzione, sono pochissime le persone che hanno veramente a cuore i problemi degli altri, mi consta di persona! Si continua a blaterare, a far finta che tutto va bene, ma in effetti il nostro Paese è proprio allo sbando totale e ognuno è accecato dal proprio egoismo… questo mi fa paura più di ogni altra cosa!
    Un caro abbraccio <3<3
    Paola

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...