Seriosità, serietà e ironia

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Mi capita spesso di assistere e partecipare a riunioni di team di progettazione e riunioni di cantiere, e quello che ogni volta mi meraviglia è l’ostentazione di atteggiamenti “seriosi” con l’obiettivo di proiettare una immagine di “serietà” professionale verso gli altri partecipanti. Magari cercando anche di dare una dimostrazione “muscolare” di potere.

Perchè si deve fare così? Perchè bisogna far vedere la propria importanza attraverso comportamenti di questo tipo?

Ho anche notato che spesso quelle persone che adottano questi comportamenti sono quelli dalla professionalità più scarsa: spesso nascondono delle incompetenze spaventose (ho la personalissima convinzione che questi personaggi sono quelli che hanno meno da dire, tecnicamente e umanamente parlando).

E sono i soggetti caratterialmente più deboli: in momenti di profondo imbestialimento (dopo che sei stato provocato o sei indispettito dall’atteggiamento) vorresti attaccarli, ma il risultato sarebbe una pericolosa rissa verbale con conseguenze non sempre calcolabili e funzionali all’obiettivo finale.

Creare ambienti “seriosi” (severi e anche vagamente aggressivi) secondo me non porta da nessuna parte. Possono far ottenere dei risultati nell’immediato, ma – alla lunga – creano più problemi di quanto riescano a risolverne (clima da “mal di pancia” prima di ogni riunione, demotivazione, fuga/allontanamento di elementi validi, e via così…).

E’ che dire della noia che alcuni di questi soggetti trasmettono? Avere una palla al piede è sicuramente più confortevole e divertente.

E ho notato anche che c’è una curiosa commistione tra soggetti dall’atteggiameno simile e l’ostentazione di status symbol.

Seriosità non è sinonimo di serietà (professionale e comportamentale).

Senza scendere nel dettaglio dell’esame dei vari personaggi, ho notato – al contrario – che dove le riunioni sono più rilassate i risultati sono maggiori: maggiore produttività, decisioni prese in tempi brevi trovando “compromessi” accettabili per tutti, discussioni ove tutti (anche i più restii a parlare) si sentono liberi di esprimere le proprie idee, …

E ho avuto la fortuna di incontrare persone rilassate (letterlamente “easy”), semplici, sorridenti, che con la massima tranquillità dimostravano (con il loro atteggiamento e gli argomenti messi sul tavolo) una competenza professionale straordinaria. Alcuni di questi individui, quando sono presenti alle riunioni, hanno la capacità di influire positivamente sul clima, rendendolo più produttivo.

Mi ricordo quando nel “lontano” 2007 frequentai un corso con Owen Fitzpatrick sul Carisma e la PNL (Programmazione Neuro Linguistica): uno degli step che dovevamo superare era il “renderci ridicoli” con l’obiettivo di aumentare l’autostima e diminuire il timore del rifiuto.

Tutto il corso era incentrato su una costante ironia.

Io mi domandavo: “Ma io ho pagato per fare questo?” (Sentendomi stupida)

Bene, questa modalità operativa ha portato due vantaggi: l’aumentare il livello di apprendimento (più rilassati, e col sorriso, si impara di più e più velocemente) e l’auto-installazione della ironia che mi accompagna da allora (questo non vuol dire che non mi arrabbio più).

Non dico che uno debba gestire le riunioni come se fossero spettacoli circensi, ma una sana risata, una battuta per stemperare la tensione ed un sorriso possono fare molto.

Si ragiona meglio (secondo me la risata è ossigeno puro) e si ottengono migliori risultati.

Si lavora meglio, ne sono convinta.

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