“Bianca come il latte, rossa come il sangue”

Sono nato il primo giorno di scuola, cresciuto ed invecchiato in soli duecento giorni.

Amo leggere.

Leggere rappresenta per me un momento di raccoglimento quasi spirituale, un modo per staccarsi dalla realtà e vivere ed attingere da avventure “vissute da altri”. E’ anche un modo per riflettere e per crescere intellettualmente e spiritualmente.

Amo leggere libri dei più disparati: narrativa italiana e straniera, racconti di viaggio, thriller (in questi ultimi tempi prediligo gli scrittori nord-europei), crescita personale, …. A volte incappo in “sole” pazzesche, ma spesso trovo sulla mia strada libri interessanti (o sono loro – i libri – che trovano me?) che riescono a trasmettermi ed insegnarmi qualcosa. Spesso (praticamente sempre) le storie che leggo mi catapultano nel mondo che viene narrato, e nella mia mente arrivo a definire i caratteri somatici dei personaggi, che diventano dei compagni di viaggio che percorrono un pezzo di strada assieme a me, per tutto il tempo di lettura, restando poi nella memoria come ricordi, con il loro bagaglio di esperienze trasmesse.

Alcuni libri occupano poi uno spazio speciale perchè hanno saputo cambiare punti di vista e hanno saputo soprattutto emozionare.

Uno di questi è il libro “Bianca come il latte, rossa come il sangue” dell’esordiente Alessandro d’Avenia. Un libro consigliato da Patrizia Belotti (una grandissima coach, un mentore per me che mi ha accompagnato – seguendone i suoi corsi – in un percorso di crescita difficile).

Ho riso ed ho pianto leggendo questo libro.

Ho rivissuto alcuni momenti della mia adolescenza, con le sue turbolenze, le sue emozioni devastanti, le sue rezioni di contestazioni violente verso il mondo.

Ho vissuto virtualmente il ruolo di genitore davanti alle reazioni, apparentemente incomprensibili, di adolescenti alle prese con le prime realtà (ingiustizie?) della vita.

E sono cresciuta con i protagonisti adolescenti, assieme al loro insegnante di Filosofia e alle sue domande retoriche che ti costringono a pensare. Una sorta di “viaggio dell’eroe” che ho condiviso con i personaggi del libro.

Intorno alla pagina 145 hanno cominciato a scorrere le lacrime e ho compreso che il libro è arrivato a toccare delle corde che hanno provocato uno sblocco emotivo e mi hanno messo in contatto con alcune delle mie paure peggiori, facendomi riflettere e riprendere alcune considerazioni che ho fatto di recente in merito ad alcune prove che la vita ci mette davanti.

E’ un libro che consiglio a mia volta; un libro che ridà la forza e le motivazioni nel seguire i propri sogni, quando tutto sembra che vada esattamente al contrario. Un libro che ci fa comprendere che le prove durissime che la vita ci mette davanti, sul nostro cammino, servono per crescere e per raggiungere una nuova consapevolezza, facendoci fare il salto verso un livello superiore di maturità.

La sua scrittura semplice e scorrevole, permette di fluire attraverso le sue parole pregne di tante piccole e grandi verità, aiutandoti a cercare le risposte alle grandi e piccole domande che ci poniamo quotidianamente.

Una lettura utile sia per chi è adulto (anagraficamente parlando e non), sia per chi è adolescente (anagraficamente parlando e non).

2 pensieri su ““Bianca come il latte, rossa come il sangue”

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  2. Pingback: Leggere (per se ma anche per e con gli altri…) | Barbara Olivieri

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