L’anno che verrà…

futuro

Si, lo so, è il titolo di una canzone di Dalla (ed è anche il titolo del tristissimo programma RAI del Capodanno 2010) però è l’espressione più adatta per queste mie riflessioni di inizio anno…

Dopo una kermesse bulimica di 2 giorni, è il momento delle riflessioni.

Ho ripercorso mentalmente i primi 10 anni di questo nuovo millennio, e mi sono ricordata del mio Capodanno del 2000 trascorso da sola: potrà sembrare strano, ma è stato uno dei migliori capodanno della mia vita. Reduce da una decisione “catartica” di rottura di un’amicizia divenuta malsana, trascorsi la giornata pervasa da un senso di liberazione possente, con la consapevolezza che ero davanti ad un cambiamento di abitudini piuttosto robusto. Le vecchie amicizie “acquisite” (collegate a quella amicizia che avevo deciso di troncare) sarebbero scomparse e mi sarei ritrovata a dover ricostruire una parte della mia vita. In quel periodo fu una notevole ancora di salvezza la frequentazione dell’Istituto Europeo di Design (dove ebbi modo di conosce uno dei più cari amici, Francesco) e mi interessai all’Astronomia, iscrivendomi ad un corso all’Osservatorio di Brera (per pura curiosità).

Insomma ricominciai daccapo seguendo finalmente i miei reali interessi e imparando a conoscere e seguire i miei ritmi…

Sono passati 10 anni e molte cose sono accadute. Alcune non le ricordo neanche più. Ricordo il 2003 come l’anno nel quale sono andata a vivere da sola (fu l’estate più calda ed io ricordo ancora le notti insonni) e del viaggio da sola in Islanda (dove ebbi modo di conoscere quattro care amiche: Chicca, Nicoletta, Cristina ed Ilaria): fu l’anno del taglio del cordone ombelicale coi genitori. Ricordo il riallaccio nel 2005 con l’amicizia troncata nel 2000, e finita – credo ormai definitivamente – nel 2009. Ricordo “la Crisi” (con la “C” maiuscola) personale e professionale del 2007 che mi portò a scoprire la PNL ed il suggestivo ed avventuroso mondo della Crescita Personale e del Coaching, mondo che seguo tuttora dopo ben 3 anni di ricerca personale.

Il 2008 segnò un secondo nodo potente da superare: scelte lavorative importanti, rimesse in discussione violentemente nel giro di una notte, scardinando ciò che pensavo valori molto importanti per me. Un intervento di by-pass a mio padre, ed una contemporanea crisi ipertensiva di mia madre (con visita al pronto soccorso di Niguarda) 24 ore prima dell’intervento a mio padre, hanno rappresentato per me un banco di prova, ed un serio test, davanti a difficoltà reali risoltesi brillantemente (grazie a Dio!). Fu anche l’occasione per rivalutare la figura di mio padre, che – sino ad allora – rappresentava per me un figura con la quale ero in costante contrapposizione.

Il periodo 2008-2010 sono stati anni investiti in un cantiere che mi ha assorbito cuore, mente e pancia. Una esperienza da me fortemente voluta che mi portò a restare nella vecchia società (per cui lavoro tuttora), stracciando un contratto già firmato con un’altra società, con grandissimi conflitti personali. Una esperienza unica, di grandissima formazione non solo tecnica, ma anche personale, di cui non mi pento. Mai scelta fu più sofferta e più giusta (col senno di poi).

Ed adesso si chiude il primo decennio, con la personale convinzione che si chiude un importante capitolo.

Ora è il tempo di guardare avanti, cercando di focalizzare quali possono essere le strade da percorrere e cercando anche di fornire delle risposte a delle domande che si fanno sempre più pressanti. Forse è il momento di fare qualcosa di nuovo, o forse no. Forse è il momento di affiancare qualcosa di nuovo a quello che faccio già…

Auguri!

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