Il Museo del 900

Museo del 900 – la rampa elicoidale

Oggi ho avuto il piacere di visitare il nuovissimo Museo del 900 (ospitato nel Palazzo dell’Arengario), inaugurato qualche giorno fa dopo anni di lavori di ristrutturazione ad opera dello studio di Architettura di Italo Rota.

L’allestimento museale/architettonico è notevole, grazie anche alla struttura stessa dell’edificio di epoca fascista, valorizzato da interventi di altissima qualità.

L’accesso agli spazi museali avviene tramite una rampa elicolidale che ricorda molto la struttura interna del Guggenheim, anche se realizzata con una spirale molto più stretta, incastonata dentro una struttura di vetro. Il suo percorso ascensionale permette di apprezzare il cambio progressivo del punto di osservazione della antistante piazza del Duomo, e culmina nello spazio buio dove è ospitata la monumentale opera di Pellizza da Volpedo “Il Quarto Stato” (1901), spostata qui dal museo dell’Ottocento di Villa Palestro (dove concludeva il percorso museale) con il “compito” di aprire la visita alle collezioni ospitate.

Il percorso inizia dalle opere della collezione Jucker (alcuni Picasso, un piccolo Kandinsky, dei Modigliani,…), per poi sfociare in un ampio spazio dedicato a Boccioni e ai futuristi (tutte opere di pregevole fattura, compresa la famosa scultura “Forme uniche nella continuità dello spazio”), proseguendo in uno spazio monografico dedicato a Morandi.

Forme Uniche nella Continuità dello Spazio (Boccioni)

Salendo al piano superiore, attraverso scale mobili che si affacciano su una parete vetrata che permette di ammirare il fianco di Palazzo Reale, si accede ad una seconda sala dedicata a De Chirico e – successivamente – al secondo livello, dove sono ospitate opere di Martini, del movimento Novecento, di varie correnti artistiche che hanno animato l’arte del 900 italiano, organizzate ed esposte in ordine cronologico.

Il percorso prosegue ulteriormente ascendendo alla Torre, dove è allestito un ampio spazio destinato a Lucio Fontana e alla sua scultura luminosa “Neon”, visibile anche da piazza Duomo, installata in posizione tale da richiamare – come un faro – i visitatori.

Nello stesso spazio è stato ricostruito fedelmente il soffitto che Lucio Fontana realizzò per l’Hotel del Golfo di Procchio, all’Isola d’Elba. L’opera è stata ceduta al Museo dallo stesso albergo (che non è in grado di assicurarne il mantenimento nel corso del tempo), e ricopre il solaio di un soppalco sospeso che ospita uno spazio dedicato alle famose tele tagliate.

La Torre è forse l’ambiente più scenografico di tutto il museo (assieme alla rampa elicoidale di accesso) e accompagna ad una retrostante sala dedicata a Burri (e alle sue opere multi-materiche), all’Arte Informale milanese, ad altri movimenti artistici d’avanguardia ospitati in spazi all’interno di Palazzo Reale e collegati all’Arengario da un passerella vetrata sospesa.

Neon (Lucio Fontana) – Museo del 900

E’ uno splendido museo, in grado di reggere magnificamente il confronto con altri grandi musei mondiali, allestito splendidamente.

Anche se non si apprezzano e/o condividono tutte le espressioni artistiche esposte (io nutro sempre una profonda perplessità nei confronti delle avanguardie artistiche dei nostri giorni), sicuramente l’allestimento e le soluzioni architettoniche meritano una visita.

http://www.museodelnovecento.org

2 pensieri su “Il Museo del 900

  1. Pingback: Palazzo Clerici – Milano « BarbaraOlivieri

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