Lezioni di felicità

Ho appena finito di vedere “Lezioni di felicità” (film franco/belga del 2006).

E’ la storia di Odette (donna di umili origini, poco acculturata, commessa in un grande magazzino), accanita lettrice di romanzi di uno scrittore di successo di nome Balthazar. Odette considera Balthazar colui che le ha ridato la felicità attraverso i suoi libri, mentre Balthazar stesso è un uomo infelice pur essendo uomo di successo, circondato di lusso, con una bella moglie (che lo tradisce con il suo critico letterario più avverso). Per varie vicissitudini i due entrano in contatto (Balthazar viene ospitato da Odette per qualche tempo) e Odette insegna la felicità a Balthazar.

Film decisamente strano (con punte surreali in alcune sequenze), vuole trasmettere il messaggio che la felicità è molto più vicina di quanto pensiamo (si è felici quando si conosce se stessi) e si cela nella semplicità delle cose (alcuni pensieri di Odette sono di una semplicità disarmante).

Mi fa sorgere la domanda sul perché uno insegue costantemente pensieri complessi (attraverso la lettura di testi di alto intelletto, la visione di film e/o opere teatrali complesse) nella convizione di trovare risposte e nutrimento intellettuale intesi a dare soddisfazione (al proprio Ego); perché si circonda (o insegue costantemente) oggetti e beni che gli diano soddisfazione e identità. Quando in realtà la bellezza e la felicità sta nella semplicità delle cose, nella quotidianità e nell’apprezzamento di ciò che si ha (perché alcuni popoli poverissimi, sono felici nonostante non abbiano nulla?).

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Tutto ciò mi ricorda un libro che ho letto di recente dal titolo “Elogio del lusso”, dove il lusso viene inteso come uno stile di vita autentico e ritrovato: Tempo, Spaziosità, Silenzio:

Il lusso come distinzione basata sul denaro è finito: il lusso come distinzione basata su scelte di vita autonome, consapevoli, felici è il futuro.

Ed il pensiero corre ad un altro libro intitolato “Ma io chi sono? (Ed eventualmente quanti sono)”: viaggio nella storia della filosofia, raccontata come un viaggio attraverso il mondo, l’autore cerca delle risposte a delle domande fondamentali che l’uomo si pone. Prima fra tutte se e qual’è il senso della vita e la ricerca della felicità.

…non esagerare nella ricerca della felicità. Non c’è arte più grande dell’affrontare l’assenza di felicità restando tranquilli.

Imparare ad amare ciò che è.

2 pensieri su “Lezioni di felicità

  1. Ciao, l’ho visto ieri sera…mi e’ piaciuto moltissimo, finalmente sono riuscita a vedere un film che ricorda un pochino quelli del passato, quelli che davano emozioni e facevano sognare 🙂
    Negli ultimi anni ho dovuto rivedere un po’ le mie convinzioni cinematografiche, ed ho scoperto degli ottimi film di provenienza francese ed inglese…ero stanca della volgarita’ e pochezza delle produzioni italiane…

    • Ciao Raffaella!
      Grazie per la visita ed il commento. 🙂
      Anche io apprezzo sempre meno le produzioni italiane (anche se ogni tanto sono in grado di sfornare ancora alcuni film interessanti… Penso in particolare a Gomorra, Il Divo, Gorbaciof… Apprezzo molto Toni Servillo!).
      I film francesi in genere mi lasciano un po’ perplessa, ma questo l’ho trovato molto gradevole ed ottimista (con un tocco surreale in stile “Il fantastico mondo di Amelie”). Oltre che delicato nel descrive una situazione pazzesca della protagonista.
      Ciao!

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