“REWORK – Manifesto del nuovo imprenditore minimalista”

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Dal retro di copertina:

“Le riunioni sono tossiche – Fate meno dei concorrenti – Lasciate che i clienti se ne vadano – Silurate i Workalcolic – Pianificare è indovinare – Scegliete un avversario – Il curriculum è ridicolo – L’ispirazione è deperibile – Imitate gli spacciatori – I migliori sono dappertutto”

Libro scritto da Jason Fired e David Heinemeier Hansson (fondatori di “37signals”, società di software), è un testo di management decisamente innovativo, che scardina tutti gli schemi e le modalità operative consone al mondo aziendale e al mondo manageriale.

La sua stessa struttura narrativa lo rende un testo agile: organizzato per brevi capitoli, è in grado di trasmettere una idea in maniera rapida, efficace e “fresca”.

Ho apprezzato particolarmente questo libro proprio per la sua innovazione che – in alcuni aspetti – rasenta l’irriverente, con uno stile narrativo ironico e sintetico.

Ho condiviso e mi sono riconosciuta in moltissime idee esposte (se non in tutte le idee elencate).

Ho condiviso le idee “contraddittorie” (secondo il mondo del project management) relative alla pianificazione (“pianificare è indovinare”), del “fare meno è meglio”, del concetto che “le riunioni sono tossiche” (mi è capitato di assistere a riunioni fiume assolutamente inutili ed improduttive dove super-mega-manager sfoggiavano “protesi elettroniche” per dimostrare di essere multitasking e ricevendo costanti e continue telefonate per dimostrare [forse più a loro stessi che agli altri] di essere uomini/donne molto-molto importanti e molto-molto impegnati… mi sorgeva il sospetto che si facessero chiamare dalla mamma e/o dal compagno/a). Ho condiviso le riflessioni sulla gestione corretta del proprio lavoro (no ai workalcol, del giusto lavoro, del non fare gli eroi… tanto non serve a nulla), dei lunghi elenchi improduttivi, del concetto del “dire no di default” (bella la citazione di Henry Ford: “Se avessi dato retta ai clienti, avrei fornito loro un cavallo più veloce”), del costruirsi un pubblico utilizzando le nuove forme di comunicazione (ed io – seguendo il consiglio – mi sono buttata a corpo morto nei social forum, aprendo un blog e scrivendo di tutto).

Ho amato l’idea dell’insegnare più dei concorrenti (condividere, no alla segretezza paranoica) emulando gli chef che scrivono e pubblicano le loro ricette.

Altra citazione (quasi “blasfema”): “Emulate gli spacciatori: … Confidano talmente nella qualità del loro prodotto da essere disposti a regalarne un assaggio….”.

Mi sono entusiasmata nei concetti del “dimenticarsi dell’istruzione formale”, del concetto dei curriculum gonfiati di pura finzione.

Insomma un libro diverso, spumeggiante e detonante.

Una ventata di aria fresca che spero pian-piano si insinui, come una leggera brezza, anche qui da noi.

E’ una lettura che consiglio vivamente a tutti, sperando che faccia riflettere.

6 pensieri su ““REWORK – Manifesto del nuovo imprenditore minimalista”

  1. Ciao Barbara, sono assolutamente d’accordo con il tuo punto di vista. E’ davvero un libro interessante che forse non ha avuto lo sperato successo in Italia. Anche io ho scritto un articolo a riguardo sul mio blog (http://www.blog.businessbloomer.it/2011/08/rework-secondo-business-bloomer.html): penso che REWORK sia uno dei pochi libri che davvero ispirano alla condivisione e alla voglia di confrontare diverse recensioni e opinioni. Complimenti e a presto

    • Ciao Radolfo e benvenuto!
      Ho letto la tua recensione sul blog e condivido con te la riflessione che si tratta di un libro fuori dagli schemi ma, proprio per questo, degno di attenzione (anche se scritto da ragazzi americani, che vivono e lavorano in una cultura del lavoro e della imprenditoria molto diversa dalla nostra).
      Lo considero un libro da rileggere ogni volta che sia necessario, per trarre ispirazione da queste idee controcorrente rispetto al nostro mondo del lavoro.
      Personalmente lo trovo molto utile quando le “sirene disfattiste” si fanno sentire.
      Se non lo hai già fatto, leggi anche il libro di Nick Bilton “Io vivo nel futuro”: altro testo divertente e ricco di spunti su come potrà essere il nostro futuro (che ci piaccia o no).
      Grazie per la visita e a presto!

  2. Pingback: Crescere lentamente… libera associazione di idee | Barbara Olivieri

  3. Pingback: Tre libri per rompere gli schemi | Imparare Leggendo

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